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giovedì 18 febbraio 2010

Il sedano rapa ha un cuore!

Non mi piace attaccare direttamente con la ricetta! Si era capito no? Perché? Perché non mi succede nella vita. Quando incontro una persona amica si parla di tante cose, si ride, ci si esaspera, si dubita, si propone, ci si confronta e poi (se la persona è veramente cara, perché per me cucinare è intimo) si scivola distrattamente, portate da una parola, da un evento, da un ingrediente, verso la cucina!
La cucina non è l’argomento principale delle mie giornate, è la virgola, la parentesi, è il mutismo dell’H… non si legge ma c’è. Regola le pause e si insinua tra i pensieri! E’ il mio spazio bianco!
Potrei esordire direttamente con gli ingredienti ma poi cosa resterebbe di me?
( )
Sformatini di sedano rapa ripieni
Ingredienti per 5 cocottine
1/2 chilo di sedano rapa (pesato già pulito)
1 grossa patata (circa 150 gr)
1 scalogno
500 ml di acqua
1 cucchiaio di farina
olio evo
noce moscata
sale
pepe
Portare a bollore l'acqua e far cuocere per circa 20 minuti il sedano rapa, la patata e lo scalogno tagliati a pezzi. Frullare tutto senza scolare l'acqua, salare, insaporire con noce moscata ed un filo d'olio. Aggiungere il cucchiaio di farina setacciata e se necessario frullare di nuovo per farla amalgamare bene. Sul fondo delle cocottine porre due cucchiai di composto e formare un buco dove rompere l'uovo. Salare e pepare l'uovo e ricoprirlo di altro composto. Ancora una manciata di pepe ed infornare a 200° per circa 20 minuti. Anche meno se preferite che l'uovo abbia una consistenza più cremosa.

mercoledì 10 febbraio 2010

Cavolfiore sott'olio!


Ad un attento osservatore non sfugge. Ultimamente il boss ha imparato a leggere certi segnali! Parlo di quell'attimo, impercettibile e fulmineo che precede la "Creazione"! I movimenti si fanno più lenti fino ad arrivare alla staticità, lo sguardo si perde nel vuoto, l'orecchio si fa attento... dal frigo arrivano dei segni di vita, si trasformano in messaggi ed io, solo io li sento! La tensione si diffonde, i figli guardano da una parte e dall'altra in cerca di conferme: è ancora nostra madre? i gatti cominciano ad agitarsi, il loro sesto senso e mezzo avverte qualcosa! con lo sguardo ancora perso ed i segnali che si fanno più insistenti mi avvicino al frigo, tiro fuori l'ingrediente da immolare e lo osservo cercando nelle forme, nelle pieghe, nel suo spessore una risposta... "perchè non parli?" in un istante eterno vedo passare davanti ai miei occhi l'archivio di immagini e ricette diligentemente conservate in un angolo del mio cervello! ed il miracolo avviene, il sangue riprende il suo giro, lo sguardo si fa chiaro, le labbra si distendono in un sorriso di soddisfazione e tutti, tranne il cavolo, tirano un sospiro di sollievo!

Cavolfiore sott'olio

1 cavolfiore
1/2 lt. di aceto bianco
1/2 lt. di acqua
1/2 lt. di olio evo (più altro q.b.)
peperoncino
aglio
foglie di alloro
sale
Tagliate in cimette piccole il cavolfiore e lavatelo con cura. Mettete sul fuoco una pentola con l'aceto, l'acqua e il sale. Una volta in ebollizione buttarci dentro le cimette e cuocere per 5-6 minuti, il cavolfiore deve restare sodo. Nel frattempo aromatizzate l'olio aggiungendo il peperoncino, l'aglio e l'alloro e mescolate bene. Appena le cimette sono pronte estraetele e mettetele ad asciugare su un canovaccio. Quando saranno asciutte mettetele nei barattoli e coprite con l'olio, se necessario aggiungetene dell'altro fino a coprire completamente il cavolfiore. Lasciate i vasetti aperti in un luogo fresco per un paio di giorni, l'olio si assesta e potrebbe essere necessario aggiungerne dell'altro. Chiudete i vasetti e teneteli in luogo fresco e buio per tre settimane prima del consumo.
Una volta apero il barattolo va tenuto in frigo e consumato entro un mese.

giovedì 21 gennaio 2010

Quell'incontrollabile necessità del superfluo!

Provate a visualizzare la scena! io e Dalia come "Thelma e Louise"! Quella alla guida e mezza rincog.... sono io, se non fosse stato per lei ci saremmo ritrovate in Puglia, infatti mi scordai di lasciare l'autostrada e ci ritrovammo sulla Napoli-Bari! a dirla tutta c'è stato un momento in cui lo spirito delle due eroine cinematografiche voleva prendere il sopravvento facendoci continuare verso l'ignoto ma ci mancava qualcosa e qualcos'altro invece abbiamo in più rispetto a loro che ci tiene legate qui! per farla breve la nostra avventura aveva come destinazione l'Ikea! avete presente quel posto dove il superfluo diventa indispensabile? ho provato a capire il moto psicologico che rende una persona pragmatica e responsabile (che sarei io!) un organismo unicellulare ed incapace di scelte razionali all'interno dell'Ikea; il mio peggioramento si è evidenziato soprattutto da quando ricevo a casa la rivista "Ikea family", la furbata (grande scelta di marketing) è che non viene presentato direttamente il prodotto quanto dei modelli di vita! chi non sogna di vivere in un posto dove tutto trova uno spazio, dove nel cassetto delle spezie: aglio, alloro, aneto, anice... tutto rigorosamente in ordine alfabetico, dove tutti camminano a piedi scalzi, non so voi ma personalmente questa cosa dei piedi scalzi mi affascina! dove i figli vanno d'amore e daccordo e le loro camere hanno lo spazio per studiare, dormire, ricevere e sono ordinate! dove tutto ha gusto nei dettagli, mi ricordo una volta in cui c'era una casa dove la proprietaria aveva collocato i libri in libreria secondo le gradazioni dei colori ....zo! ho pensato!
Non voglio dilungarmi, concluderò che sono arrivata all'ingresso del "grande magazzino dell'illusione della vita perfetta" con una lista che conteneva, in ordine di importanza: piumini sintetici (mia figlia soffre d'asma e quello d'oca non è adatto), oliera d'acciaio e lampada da terra! ne sono uscita con piumini d'oca (avevo sbagliato lo scaffale), senza oliera e senza lampada ma in compenso con mille tipi di candele, con lampadine inutili (in seguito ho trovato una lampada che si adattasse), con una pianta, con svariati accessori che avrebbero reso la mia casa più ordinata, peccato che quegli accessori vanno bene solo per i mobili Ikea, con grucce di legno (ne avevo bisogno?), ciotole, pentole, con una tortiera a cerniera che già due volte è scattata da sola nel momento topico ripiano/forno, facendo scatafasciare tutto a terra! ...e tanto altro ancora! costo totale? non posso rivelarlo, è un segreto che mi porterò nella tomba. Per non parlare dei passaggi al ristorante e nella gastronomia! nonostante questo io ci ritornerò, ho bisogno di confrontarmi con il nemico per batterlo, ma sò che tante battaglie ancora mi vedranno sconfitta!
Ecco a voi una ricetta ispirata!

Muffins al salmone e rafano

200 gr di farina 00
1 bustina di lievito per torte salate
3 uova
1 philadelphia
1 cucchiaio abbondante di crema di rafano (ikea)
15 gr di olio evo
50 gr di latte
200 gr di salmone affumicato a pezzetti
una manciata di aneto
1 pizzico di sale

Mescolate tutti gli ingredienti asciutti ed aggiungetevi quelli liquidi precedentemente amalgamati, infine il salmone e mescolate. Versate negli stampini ed infornate a 190° per circa 20/25 minuti.
La ricetta l'ho presa da qui e naturalmente modificata.

domenica 10 gennaio 2010

Cecenielli o bianchetti!


A Napoli si chiama "cecenielli" il novellame di sardine appena nate, pesciolini semitrasparenti, in cui si distinguono a malapena gli occhi, non più lunghi di un paio di cm e che tradizionalmente si consumano immersi in pastella e fritti, le cosiddette "pizzelle e' ceceniell"! Se avete la fortuna di trovarli in pescheria acquistateli e gustateli anche crudi (assicuratevi che siano freschissimi) conditi semplicemente con un pò di limone. Vi passo altri due modi per gustarli, velocissimi e di grande effetto!
Nel primo caso sugli spaghetti. In un tegame soffriggete in abbondante olio dell'aglio e del peperoncino, appena coloriti levateli e metteteci i cecenielli, cuocete per circa 3/4 minuti (non salate) e conditeci la pasta con una spolverata di prezzemolo.
La seconda ricetta è uno sfizziosissimo antipasto. Infarinate i cecenielli e poi scrollateli bene, poneteli separati su un vassoio e friggete una manciata alla volta in olio bollente. Quanto tempo devono friggere? contate fino a 15 e sollevateli con una schiumarola poggiandoli su carta assorbente, anche in questo caso io preferisco non salare!
Buon appetito

martedì 22 dicembre 2009

I "Migliaccielli" ovvero quando la polenta parla partenopeo

C'è ancora un pò di spazio fra gli antipasti del pranzo di Natale? E' restato un angolo della tavolata che volete riempire? possibilmente con qualcosa di buono che sia d'effetto e NECESSARIAMENTE veloce da preparare! Questa è la polenta come si fa a Napoli... della serie come adattare alla moda ed ai gusti partenopei anche un piatto "nordico"! Tra l'altro è una ricetta molto antica, che si usa presentare sia cotta in forno che fritta e qui il nome cambia, infatti i pezzetti di polenta così preparati e fritti si chiamano "scagnuozzi" ripetete con me "s c a g n u o z z i" (e ora mi aspetto un aiuto per individuare l'origine etimologica del nome)! in questo caso vi presento la prima versione però in monoporzione. OPS! questa la sò! per il migliacciello o migliaccio naturalmente il nome deriva dal miglio! Ed ora seguitemi, anche distrattamente, l'esecuzione richiede veramente poca attenzione.

Fare della polenta, io ho usato quella famosa, la Valsugana insomma! si può dire no? tanto non percepisco nessun provento dall'azienda in questione. Seguire quindi le istruzioni ed appena pronta arricchirla con circa 400 gr di cicoli tagliati a pezzetti (se usate tutta la confezione) che sarebbero questi! 200 gr di romano, sempre a pezzetti (ma io che non amo il romano ho usato della scamorza), quindi salate e giù di pepe! Mettete il composto in piccoli stampini senza ungere, che con tutto il grasso contenuto nei cicoli non serve. Infornate per circa 15/20 minuti a 190° o fino a che sulla superficie si sia formata una crosticina! Servire caldi. Io li ho preparati in anticipo e congelati. Per gli scagnuozzi vi do appuntamento in seguito!

sabato 12 dicembre 2009

Crema bianca di sedano rapa, porri e patate!

C'è un nuovo ospite a casa nostra, un ospite delicato, che ha bisogno di cure, attenzione e amore! per vivere, crescere e donarci la sua magia! E' stato il dono di una persona speciale, molto speciale. Non lo avevo mai cercato, avevo paura che non sarei stata capace di prendermene cura, ma ora che c'è so che vivrà a lungo con me!
Velocemente (sapete c'è un "criaturo" che mi aspetta) vi lascio la ricetta di questa crema densa e saporita!
Mettete in una pentola due patate medie sbucciate, tre porri (solo la parte bianca) e un sedano rapa sbucciato e tagliato a pezzi. Aggiungere acqua senza coprire gli ortaggi, salare e far cuocere per circa 40 minuti. A fine cottura aggiungere pepe bianco, 200 ml di panna da cucina e 100 ml di mascarpone e frullare fino ad ottenere una crema liscia, senza pezzi. Se necessario, per aumentarne la densità, aggiungere mezzo cucchiaio di maizena setacciata.
Servire con scaglie di sedano rapa.
PS non ho scordato l'olio, in questa ricetta non c'è!

mercoledì 2 dicembre 2009

Fagiolina del Trasimeno e calamari fritti

Finalmente ho usato questo delizioso legume. Il pacchetto è stato fornito gentilmente e direttamente dal "boss", (che sarebbe il padre dei miei figli, il coinquilino, mio marito insomma!) al ritorno da uno dei suoi finesettimana di "lavoro" in Umbria, la sua azienda organizza queste trasferte fuori porta una volta all'anno. Mi riferisco a quei viaggetti che cominciano sempre con: "UFF..." e finiscono puntualmente con: "No basta! mai più..." per poi accorgermi che sulla fotocamera ci sono circa 200 foto in cui il suddetto viene ritratto ridente e avvinazzato! Mai ammettere di essersi divertiti senza la famiglia al seguito vero? Quindi ritrovandomi ogni volta "cornuta e mazziata" il minimo che possa fare e preparargli la lista della spesa che non viene neanche presa in considerazione, ma almeno questa volta qualcosa di buono c'era: la fagiolina del Trasimeno (fuori lista naturalmente)! Questo è un legume particolare che profuma di terra
e di questa ha anche il sapore, si sposa bene (a mio parere) con i sapori dolci del mare.
Mettere in acqua fredda la fagiolina e dal momento del bollore far cuocere circa 45/50 minuti. In un tegame preparare un sugo facendo soffriggere in olio evo dell'aglio (poi levato) con sedano, carota e prezzemolo. Aggiungere a questo sughetto il legume e un bicchiere d'acqua (ma dipende dalle quantità) salare e far insaporire per altri 5 minuti. Li ho accompagnati con strisce di calamari fritti ma volendo si possono sostituire con gamberi.

martedì 24 novembre 2009

Pizza grigliata ripiena di cicoria!


Oggi qui si parla solo di cibo, niente vaneggiamenti, considerazioni, farneticazioni, cibo e basta!
Tuttavia c'è un pensiero che mi frulla da tempo: i lavori di rifacimento del terrazzo di copertura del palazzo di fronte! Sono quasi 5 anni che vanno avanti, quasi 5 anni che squadre di operai seminudi si alternano e mai! dico mai! ne ho trovato uno (di operai) che valesse la pena di essere guardato! ma quelli delle pubblicità dove li prendono? Ho deciso, mi intrufolerò alla prossima riunione di condominio, voglio dire la mia quando decideranno l'impresa a cui affidare i lavori, voglio parlare ma soprattutto voglio guardare, insomma è una questione di decoro!
E ora la ricetta di oggi, semplice, ma così semplice che non do neanche le dosi, pizza grigliata.
Basta della pasta per pizze ed una griglia di ghisa. Oliare la griglia e farla scaldare bene, quindi poggiarvi sopra un disco di pasta stesa sottilmente nel caso in cui come me decidete di farcirla (rischiereste di avere l'interno crudo), passati 3/4 minuti circa girarla e completare la cottura. Ottima anche come "Simil Piadina" di accompagnamento ad affettati vari. L'idea l'ho presa da qui.

lunedì 16 novembre 2009

Gratin di zucca, patate e salsiccia

Oggi non sembrava novembre, un sole tiepido che mi ha convinta a fare a piedi la strada che dall'ufficio mi porta alla metropolitana, una luce chiara.... ma così limpida che oggi non mi sembrava novembre, oggi mi sembrava aprile, sì aprile, se non fosse stato per l'odore li avrei scambiati (novembre con aprile intendo)! L'odore no! quello è completamente diverso... la primavera ha un odore che anticipa, promette...ti sveglia, la primavera odora di pasticceria! Novembre invece odora di rifugio, di bisogno di calore, odora di legno, l'autunno odora di zuppe e spezie! Questa ricetta non poteva che portarne con se l'odore!
Tratta da Alice di questo mese

Ingrdienti: 600 gr di zucca già sbucciata, 5/6 patate, 4 salsicce fresche, 100 gr di fontina, 100 gr di gorgonzola (io no), 100 gr di grana padano grattugiato, 1 uovo, noce moscata, burro, sale, olio evo.

Procedimento: Lessare le patate e schiacciarle, tagliare la zucca a dadini ed infornare a 200° per circa 10 minuti poi levarla e schiacciarla ed aggiungerla alle patate. Cuocere le salsicce, levarci la pelle e sbriciolarle, aggiungere al composto di patate e zucca insieme ai formaggi e l'uovo, profumare di noce moscata e versare in stampini imburrati e volendo una macinata di pepe nero, infornare per 10 minuti sotto il grill.

venerdì 13 novembre 2009

Cake salato con pomodori secchi e noci

Capita di avere a disposizione delle cosine veramente buone. Capita di volerle gustare tutte e capita che le suddette cosine si sposino proprio bene. Allora cosa c'è di meglio che unirle per poterle assaporare in un solo boccone? E cosa c'è di meglio di un cake che raccoglie e racchiude in se senza coprire il sapore di ognuna ma anzi lo fa risaltare? Questo è il risultato!

Ingredienti: 3 uova, 100 ml di latte, 100 ml di olio di semi, 300 gr di farina 00, 100 gr di pomodori secchi (non sott'olio), 50 gr di gherigli di noce, 100 gr provola, 20 gr di parmigiano grattugiato,1 bustina lievito istantaneo, sale e pepe.

Procedimento: prima di tutto immergere i pomodorini secchi in acqua tiepida per 10 minuti (se li avete sott'olio potete evitare questo passaggio), poi spezzettare i gherigli di noce. Preparate l'impasto con il resto degli ingredienti ed aggiungere i pomodorini sminuzzati, le noci e la provola a tocchetti. Io ho usato uno stampo da plum cake, in forno caldo a 180° per circa 40/45 minuti.

mercoledì 28 ottobre 2009

Mulignane alla "Pullastiello"

Una domanda! Quanti di voi conoscono, non la ricetta, ma il nome? Non ne conosco l'origine etimologica (e quando mai!?). A casa mia (di mia madre) si chiamano così.
Mi succede a volte di non poter tradurre tutte le parole dal napoletano e non solo nomi di ricette ma tanti altri termini che descrivono anche situazioni, stati d'animo... un esempio su tutti? "Apucundria"... e che è? è un modo di sentirsi che non appartiene solo ai partenopei ma che questa parola descrive appieno, si potrebbe dire malinconia? (ma è di più) depressione? (no no! decisamente no!), apucundria non fa paura, è una specie di dolce mancanza che sucita ricordi, rimpianti in cui lasciarsi cullare perchè poi passa sempre è... apucundria e basta! se qualcuno ti dice di sentirsela noi sappiamo già di cosa parla! Comunque volevo tranquillizarvi, non è il mio stato odierno.
Passiamo alla ricetta di questo piatto che oserei definire finger food, Addirittura? sì sì!
Si affettano per il lungo delle melenzane, io lascio la buccia perchè mi piace ma se preferite potete levarla e si friggono in abbondante olio di arachidi, si prendono due fette, possibilmente di uguale misura e si accoppiano mettendo al centro delle fettine di fior di latte o provola (del giorno prima è meglio così non rilascia troppo latte), le melenzane così composte si passano nella farina e poi nell'uovo sbattuto (sia tuorlo che albume) e si friggono in abbondante olio fino a doratura. Provate, se ci riuscite, a conservarne qualcuna perchè fredde sono ineguagliabili!
OPS! naturalmente salatele!

lunedì 19 ottobre 2009

Quando il tonno è di coniglio

Questa particolarissima e a quanto pare antica ricetta l'ho trovata su Gambero Rosso di questo mese. Si racconta che decenni fa il tonno sott'olio era una pietanza da ricchi così i contadini pensarono bene di riprodurlo utilizzando la carne di coniglio.
La ricetta è molto semplice. In una pentola capiente mettete dell'acqua con 1 carota, 1 cipolla, 1 ciuffo di sedano, 2 pomodorini e 1 dado. Lasciare bollire per circa dieci minuti poi mettere un coniglio a pezzi e cuocerlo fino a che la carne risulta tenera ( a me circa 35/40 minuti). Aggiustare di sale, levare la carne e disossarla ottenedo dei pezzi non troppo piccoli, ripulire anche da eventuali verdure. Preparare un barattolo di vetro sufficientemente grande mettendoci sul fondo 1 foglia di alloro, aglio tagliato a pezzetti, foglie di salvia, pepe in grani (io nero e rosa), origano e olio evo, ricoprire con uno strato di carne e ripetete con uno strato di spezie ed olio fino ad esaurimento, l'ultimo strato deve essere di spezie. Lasciate 24 ore in frigo prima di consumarlo, si conserva circa 10 giorni. E' ottimo come antipasto ed anche come secondo freddo.



Grazie ad Irene per questo premio che giro a:

Iana

Stefano

Stefania

Pasquy

e a chiunque passi di qua!

mercoledì 14 ottobre 2009

Muffin pizza alle noci con ripieno di porri e stracchino!

Oggi non mi perderò in chiacchiere! e detto questo che nessuno mi distragga da questa mia decisione, oggi ho tante cose da fare: pediatra, dentista (essì siamo tutti in ottima salute), rinnovo patente (non mi è scaduta si sono fregati il portafogli) perchè sta per scadere anche il foglio sostitutivo rilasciatomi per guidare, compiti (non i miei eh!) e per ultimo ma non ultimo CONQUISTARE IL MONDO!!! (oggi mi sento come il cartone di Mignolo con Prof)! ecco... lo sapevo... divago.
La ricetta è semplice ed oggi concedetemi anche di non dare le dosi (che quando uno c'ha fretta...c'ha fretta!)

Procedimento: Prendete dell'impasto per la pizza, la ricetta è qui, amalgamatelo ad un "tot" di gherigli di noce spezzettati grossolanamente, ricavateci delle palline, fateci un foro al centro e metteteci del porro fatto precedentemente appassire in padella con olio evo, un cucchiaino (toh! questa è una dose) di stracchino, chiudete nuovamente a pallina e ponete nello stampo da muffin. In forno a 200° per circa 20 minuti o fino a che avranno preso colore.

martedì 6 ottobre 2009

Insalata "messicana"!

Questa gustosa e particolare insalata l'ho mangiata la prima volta alla fine degli anni '80, in uno dei rari ristoranti etnici dell'epoca (uuuuhhhh e come so' vecchia!), si trovava in centro a Napoli ed era una grossa novità! Per quanto riguarda gli ingredienti non ci metterei di certo la mano sul fuoco, ma una delle cose che il mio lavoro (comunicazione interna) mi ha insegnato è che l'efficacia di un'informazione si misura in base a quello che arriva e non in partenza, che tradotto: se qualche ingrediente proprio non lo ricordo vuol dire che era superfluo e quindi ne posso fare tranquillamente a meno! Ora che ho scientificamente giustificato la mia mente un pò "sfuggevole" come dice mia figlia passo alla ricetta.

Ingredienti:
2 fasci di spinaci freschissimi, 3 zucchine piccole, 2 funghi champignon, 1 scatola piccola di mais, arachidi (io noci), 1 cucchiaio di senape, olio e sale.
Procedimento:
Pulire e lavare gli spinaci, lavare le zucchine e tagliarle a rondelle sottili, i funghi pulirli dal terreno e tagliarli sottilmente, sbriciolare grossolanamente le arachidi (o noci), mettere il tutto in una ciotola con il mais sgocciolato, condirli con poco olio, la senape e poco sale. Mescolare e fare insaporire in frigo per almeno mezz'ora

lunedì 21 settembre 2009

Cannellini e uova in tegamino


Capita anche ai migliori di ritrovarsi con un paio di cose (forse anche più di un paio) in frigo necessariamente da consumare, ed è proprio da queste esigenze che nascono piatti dal gusto inaspettatamente buono ed anche scenograficamente presentabilissimi! Ecco a voi la ricetta.
Ingredienti (per un tegamino):
1 scatola di fagioli cannellini, pomodorini, 2 uova, cipolla, olio evo, pane duro o freselle, sale, pepe.
Procedimento:
Soffriggere le cipolle in un tegame con olio ed aggiungere circa 10 pomodorini, cuocere per 10 minuti ed incorporare i fagioli, far insaporire per altri 5 minuti, pepe e sale. Accendere il forno a 200 gradi.
In un tegamino di terracotta versare i fagioli e porgli sopra due uova, salare ed infornare finchè le uova saranno cotte. Accompagnare con freselle o pane duro bruschettato.

martedì 15 settembre 2009

Ospiti a...pranzo!

Altro che febbre "suina"! Molto più contagiosa è quella culinaria... a veder spadellare viene la voglia!
Ed è con immenso piacere che ho l'onore di ospitare su questi schermi una ricetta (che lei stessa ha corredato di foto) della mia amica Dalia, anche detta "lo sguardo che uccide" per il suo poco senso della discrezionalità che ha quando si tratta di esternare un'opinione usando semplicemente il linguaggio del corpo! Ora in un delirio di ricordi infantili mi viene in mente un cartone (o telefilm) giapponese dove c'era un personaggio chiamato "la treccia che uccide"...qualcuno lo ricorda come me? Vabbuò stavo di nuovo perdendo il filo!
Ecco grazie al suo truce caratterino figuriamoci se ha scritto le dosi e gli ingredienti giusto per rendere più semplice il mio lavoro di tramite, sabato me l'ha giusto descritto per telefono! Ora la chiamo: "DALIAAAAAAAAA" "OE'...SGRUNT!" (questa è lei) "MI RIPETI LA RICETTINA?" "PFFFF! SEGNA!" Rigorosamente senza dosi :-(

Papaccelle ripiene di cuscus e pesto di datterini al crudo
In un tegame far soffriggere in olio evo aglio e scalogno, togliere l'aglio ed aggiungere tacchino e pancetta tesa tagliati a pezzetti piccoli quindi sfumare con del vino bianco, dopo dieci minuti metterci poca carne macinata. Intanto preparare il cuscus come da ricetta base e pulire e svuotare le papaccelle. Versare nel tegame il cuscus e lasciare insaporire, quindi porre il tutto nelle papaccelle e posizionarle in una pentola alta con olio e mezzo bicchiere d'acqua (qui addirittura c'è scappata la dose!), coprire e lasciare cuocere, non è dato saper quanto ma "forse" 20 minuti dovrebbero bastare!
Per accompagnare: un pesto ottenuto con datterini, aglio, basilico e sale frullati..."E L'OLIO?" ho chiesto "NIENTE OLIO! VUOLE ESSERE UN PIATTO DIETETICO!" Alla faccia...

lunedì 14 settembre 2009

Focaccia di grano duro e...coloro i quali!


Volevo tranquillizzare tutti "coloroiquali" si aspettavano ancora un post dal sapore siculo! Arriverà, anzi arriveranno ma ogni tanto tiro fuori una ricetta dall'archivio.

Questa è una focaccia che si può servire come antipasto o aperitivo, croccante fuori e morbida dentro, io l'ho completata con pomodorini ciliegino e olive nere snocciolate ma si presta a fare da base a vari ingredienti.


Ingredienti: 300 gr di farina 0, 300 gr di farina di grano duro, 150 gr di latte tiepido, 150 gr di acqua, 50 gr di olio evo, 1 lievito di birra, 10 gr di sale, 10 gr di zucchero.Impastare tutti gli ingredienti e lasciare lievitare in una ciotola coperta.


Stendere l'impasto con le mani direttamente nella teglia oliata, sale, olio e rosmarino. Nel mio caso mezzo pomodorino e oliva nera snocciolata. In forno a 200° per circa 20/25 minuti

lunedì 7 settembre 2009

La "cipollata"


Sono principalmente due i motivi che mi portano in Sicilia da tre anni a questa parte! Il primo motivo è il mare che, almeno nella zona che frequento (provincia di Siracusa), è esattamente il mio ideale: spiaggie ampie e bianche, fondali che degradano lentamente, molto lentamente...e acqua...che dire... basta guardare le foto.

Il secondo motivo? ci vado a fare la spesa! sissì, la spesa! quindi non me ne vorrete se le prossime ricette parleranno "siculo", cominciamo subito?

La cipollata: ingrediente principale le cipolle di Giarratana (ricordate la spesa?) che hanno la caratteristica di arrivare a pesare mediamente 1 kg ognuna (anche delle cipolle bianche vanno bene)

Tagliare le cipolle a fette e porle in un tegame con abbondante olio e coprire, se neccessario aggiungere dell'acqua perche dovranno cuocere senza fare la crosticina, tagliare a dadini dei pomodori pachino ed aggiungerli, infine dei capperi dissalati, sale qb e cuocere per circa 20/25 minuti, dipende dalle quantità. In Sicilia questo piatto accompagna spesso portate di pesce come il tonno alla brace.

NB non ho dato pesi e quantità perche ognuno può regolarsi come crede.

giovedì 3 settembre 2009

Papaccelle con ceci al curry e...trasposizione mentale!


Con il corpo sono qui, ma la mente mia non c'è, corre dietro a dei ricordi e chi la ferma più...
I miei occhi sono chiusi ma ci vedo molto bene, son davanti ad una spiaggia...

Ciao a tutti e ben ritrovati... sigh...sigh...buaaaaaaa...
Scusate è che... ancora non mi sono ambientata :-(
Quindi, dicevo, ricomponiamoci! Nell'attesa di completare il trasloco della mia persona e scaricare le foto delle mia vacanza (sigh...sigh...buaaaaaa...) vi posto una ricettina ancora di stagione, sì perchè le "papaccelle" non so bene quanti di voi le conoscano sono dei particolari peperoni originari della Campania di sapore e profumo molto intensi e sono reperibili fresche solo fino all'autunno, si usano anche nella tipica "Insalata di rinforzo" natalizia, ma in quel caso si usano quelle conservate sott'aceto.

Ingredienti:
1 Kg di papaccelle, 1 barattolo di ceci già cotti, 1 cucchiaino di curry, cipollina novella, olio evo, sale.

Pulire con un panno e tagliare a listarelle le papaccelle, porle in un tegame con abbondante olio d'oliva, coprire e farle cuoce per circa 30/40 minuti. Aggiungere poi il curry, il sale ed i ceci e lasciare cuocere per altri dieci minuti. Impiattare con l'agghiunta di cipollina novella.

martedì 28 luglio 2009

Barchette di melenzane...


Giuro che ci ho provato! Ho messo anche i sigilli al forno, poi ne ho fatto una questione personale...di sopravvivenza! Ma lui continuava a fissarmi ironico: "sei proprio sicura che puoi fare a meno di me?" NO! non posso! allora l'unico compromesso tra calore ed esigenze culinarie, di quelle indispensabili, è stato l'utilizzo del ventilatore a pale in cucina e la necessità della cena in terrazza! vi sfido a consumare i pasti in una stanza dove ci sono 40° all'ombra (in prossimità dell'oggetto i gradi salgono a 100°).
Mi stavo di nuovo scordando la ricetta, melenzane a barchetta e pomodorini.
Tagliate per il lungo delle melenzane e svuotatele lasciando circa 1 cm di polpa, (per le quantità fate voi) sistematele su una teglia con carta forno già oliata, copritele con pomodorini tagliati in due (se sono grossi in quattro), aglio a pezzetti piccoli, basilico, sale, poco zucchero, pane grattato e un abbontante giro d'olio (sempre evo!) In forno a 200° per 40 minuti, se necessario a metà cottura girate le melenzane.