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mercoledì 13 gennaio 2010

"Ode al carciofo"


Il carciofo dal tenero cuore si vestì da guerriero,
ispida edificò una piccola cupola,
si mantenne all'asciutto sotto le sue squame,
vicino al lui i vegetali impazziti si arricciarono,
divennero viticci, infiorescenze commoventi rizomi;
sotterranea dormì la carota dai baffi rossi,
la vigna inaridì i suoi rami dai quali sale il vino,
la verza si mise a provar gonne, l'origano a profumare il mondo,
e il dolce carciofo lì nell'orto vestito da guerriero,
brunito come bomba a mano,
orgoglioso, e un bel giorno,
a ranghi serrati,
in grandi canestri di vimini,
marciò verso il mercato a realizzare il suo sogno: la milizia.
Nei filari mai fu così marziale come al mercato,
gli uomini in mezzo ai legumi coi bianchi spolverini erano i generali dei carciofi,
file compatte,voci di comando e la detonazione di una cassetta che cade,
ma allora arriva Maria col suo paniere,
sceglie un carciofo, non lo teme, lo esamina,
l'osserva contro luce come se fosse un uovo,
lo compra, lo confonde nella sua borsa con un paio di scarpe,
con un cavolo e una bottiglia di aceto finché, entrando in cucina,
lo tuffa nella pentola.
Così finisce in pace la carriera del vegetale armato che si chiama carciofo,
poi squama per squama spogliamo la delizia e mangiamo la pacifica pastadel suo cuore verde.

Pablo Neruda

Carciofi alla Romana


Pulire dei carciofi con un coltello ben affilato, levando le prime foglie. Aprire al centro ed eliminare la barba; inserire nell'incavo dell'aglio a pezzetti, prezzemolo, menta, sale, pepe ed un filo d'olio. Posizionare a testa in giù in un tegame alto e coprire fino a metà di acqua e olio e salare ancora un poco. Coprire e dal bollore far cuocere circa 25/30 minuti, fino alla riduzione del liquido.

Ringrazio Lisa per questo premio e visto che già molti di voi l'hanno ricevuto lo dono a chi passa di qua!

enhum olhar è mais puro do que uma crianca

mercoledì 28 ottobre 2009

Mulignane alla "Pullastiello"

Una domanda! Quanti di voi conoscono, non la ricetta, ma il nome? Non ne conosco l'origine etimologica (e quando mai!?). A casa mia (di mia madre) si chiamano così.
Mi succede a volte di non poter tradurre tutte le parole dal napoletano e non solo nomi di ricette ma tanti altri termini che descrivono anche situazioni, stati d'animo... un esempio su tutti? "Apucundria"... e che è? è un modo di sentirsi che non appartiene solo ai partenopei ma che questa parola descrive appieno, si potrebbe dire malinconia? (ma è di più) depressione? (no no! decisamente no!), apucundria non fa paura, è una specie di dolce mancanza che sucita ricordi, rimpianti in cui lasciarsi cullare perchè poi passa sempre è... apucundria e basta! se qualcuno ti dice di sentirsela noi sappiamo già di cosa parla! Comunque volevo tranquillizarvi, non è il mio stato odierno.
Passiamo alla ricetta di questo piatto che oserei definire finger food, Addirittura? sì sì!
Si affettano per il lungo delle melenzane, io lascio la buccia perchè mi piace ma se preferite potete levarla e si friggono in abbondante olio di arachidi, si prendono due fette, possibilmente di uguale misura e si accoppiano mettendo al centro delle fettine di fior di latte o provola (del giorno prima è meglio così non rilascia troppo latte), le melenzane così composte si passano nella farina e poi nell'uovo sbattuto (sia tuorlo che albume) e si friggono in abbondante olio fino a doratura. Provate, se ci riuscite, a conservarne qualcuna perchè fredde sono ineguagliabili!
OPS! naturalmente salatele!

martedì 6 ottobre 2009

Insalata "messicana"!

Questa gustosa e particolare insalata l'ho mangiata la prima volta alla fine degli anni '80, in uno dei rari ristoranti etnici dell'epoca (uuuuhhhh e come so' vecchia!), si trovava in centro a Napoli ed era una grossa novità! Per quanto riguarda gli ingredienti non ci metterei di certo la mano sul fuoco, ma una delle cose che il mio lavoro (comunicazione interna) mi ha insegnato è che l'efficacia di un'informazione si misura in base a quello che arriva e non in partenza, che tradotto: se qualche ingrediente proprio non lo ricordo vuol dire che era superfluo e quindi ne posso fare tranquillamente a meno! Ora che ho scientificamente giustificato la mia mente un pò "sfuggevole" come dice mia figlia passo alla ricetta.

Ingredienti:
2 fasci di spinaci freschissimi, 3 zucchine piccole, 2 funghi champignon, 1 scatola piccola di mais, arachidi (io noci), 1 cucchiaio di senape, olio e sale.
Procedimento:
Pulire e lavare gli spinaci, lavare le zucchine e tagliarle a rondelle sottili, i funghi pulirli dal terreno e tagliarli sottilmente, sbriciolare grossolanamente le arachidi (o noci), mettere il tutto in una ciotola con il mais sgocciolato, condirli con poco olio, la senape e poco sale. Mescolare e fare insaporire in frigo per almeno mezz'ora

lunedì 7 settembre 2009

La "cipollata"


Sono principalmente due i motivi che mi portano in Sicilia da tre anni a questa parte! Il primo motivo è il mare che, almeno nella zona che frequento (provincia di Siracusa), è esattamente il mio ideale: spiaggie ampie e bianche, fondali che degradano lentamente, molto lentamente...e acqua...che dire... basta guardare le foto.

Il secondo motivo? ci vado a fare la spesa! sissì, la spesa! quindi non me ne vorrete se le prossime ricette parleranno "siculo", cominciamo subito?

La cipollata: ingrediente principale le cipolle di Giarratana (ricordate la spesa?) che hanno la caratteristica di arrivare a pesare mediamente 1 kg ognuna (anche delle cipolle bianche vanno bene)

Tagliare le cipolle a fette e porle in un tegame con abbondante olio e coprire, se neccessario aggiungere dell'acqua perche dovranno cuocere senza fare la crosticina, tagliare a dadini dei pomodori pachino ed aggiungerli, infine dei capperi dissalati, sale qb e cuocere per circa 20/25 minuti, dipende dalle quantità. In Sicilia questo piatto accompagna spesso portate di pesce come il tonno alla brace.

NB non ho dato pesi e quantità perche ognuno può regolarsi come crede.

giovedì 3 settembre 2009

Papaccelle con ceci al curry e...trasposizione mentale!


Con il corpo sono qui, ma la mente mia non c'è, corre dietro a dei ricordi e chi la ferma più...
I miei occhi sono chiusi ma ci vedo molto bene, son davanti ad una spiaggia...

Ciao a tutti e ben ritrovati... sigh...sigh...buaaaaaaa...
Scusate è che... ancora non mi sono ambientata :-(
Quindi, dicevo, ricomponiamoci! Nell'attesa di completare il trasloco della mia persona e scaricare le foto delle mia vacanza (sigh...sigh...buaaaaaa...) vi posto una ricettina ancora di stagione, sì perchè le "papaccelle" non so bene quanti di voi le conoscano sono dei particolari peperoni originari della Campania di sapore e profumo molto intensi e sono reperibili fresche solo fino all'autunno, si usano anche nella tipica "Insalata di rinforzo" natalizia, ma in quel caso si usano quelle conservate sott'aceto.

Ingredienti:
1 Kg di papaccelle, 1 barattolo di ceci già cotti, 1 cucchiaino di curry, cipollina novella, olio evo, sale.

Pulire con un panno e tagliare a listarelle le papaccelle, porle in un tegame con abbondante olio d'oliva, coprire e farle cuoce per circa 30/40 minuti. Aggiungere poi il curry, il sale ed i ceci e lasciare cuocere per altri dieci minuti. Impiattare con l'agghiunta di cipollina novella.

martedì 28 luglio 2009

Barchette di melenzane...


Giuro che ci ho provato! Ho messo anche i sigilli al forno, poi ne ho fatto una questione personale...di sopravvivenza! Ma lui continuava a fissarmi ironico: "sei proprio sicura che puoi fare a meno di me?" NO! non posso! allora l'unico compromesso tra calore ed esigenze culinarie, di quelle indispensabili, è stato l'utilizzo del ventilatore a pale in cucina e la necessità della cena in terrazza! vi sfido a consumare i pasti in una stanza dove ci sono 40° all'ombra (in prossimità dell'oggetto i gradi salgono a 100°).
Mi stavo di nuovo scordando la ricetta, melenzane a barchetta e pomodorini.
Tagliate per il lungo delle melenzane e svuotatele lasciando circa 1 cm di polpa, (per le quantità fate voi) sistematele su una teglia con carta forno già oliata, copritele con pomodorini tagliati in due (se sono grossi in quattro), aglio a pezzetti piccoli, basilico, sale, poco zucchero, pane grattato e un abbontante giro d'olio (sempre evo!) In forno a 200° per 40 minuti, se necessario a metà cottura girate le melenzane.

giovedì 23 luglio 2009

Cavolo pasticciato...

Da premettere che il cavolo lo mangerei anche crudo...lo mangerei? ...ho detto lo mangerei? volevo dire l'ho mangiato! è di quei sapori che ho apprezzato in vecchiaia (..... sto esagerando io sò ancora ragazzina.....) i bimbi sono troppo selettivi! e questo ha uno strano odore! e di questo il colore! e di quest'altro la consistenza! ...bimbi?...ho detto bimbi? no! non mi riferivo di certo alle mie piccole "locuste". Rientriamo nell'argomento, credo di soffrire della cosiddetta sindrome di Pollicino...nel senso che perdo spesso il filo (strada) del discorso!
Il cavolo pasticciato ha una prerogativa, a parte il cavolo, non c'è un ingrediente fisso.
Il "mio" cavolo pasticciato si fa così:
Fare lessare il cavolo lasciandolo molto croccante (5 minuti), in una padella con olio evo far soffriggere aglio e pinoli, quindi eliminare l'aglio ed aggiungere il cavolo con olive nere, un pò di uvetta ed una foglia di alloro, salare. 15 minuti di cottura con il tegame coperto, impiattare e pepe macinato fresco.

venerdì 26 giugno 2009

Fagiolini e datterini...di quando gli "ini" non diminuiscono

Non sempre gli "ini" indicano il diminutivo di una parola! In questo caso, fagiolini e datterini niente centrano con fagioli e datteri... soprattutto nel secondo caso!
Ecco un contorno fresco adatto alla stagione.
Fate lessare i fagiolini in modo che restino croccanti, metterli da parte. Preparare un sughetto con aglio, olio e datterini tagliati solo a metà, cuocere per non più di 5 minuti, i pomodorini devono rimanere sodi, infine aggiungere i fagiolini, sale e basilico. Lasciarli giusto il tempo di farli insaporire. Naturalmente va consumato caldo o tiepido!

giovedì 25 giugno 2009

Zucca alla scapece

Un esperimento del sabato sera! gente...macchè gente! amiche a cena! e visto che sui fornelli già sfrigolava il padellone dei fritti, perchè non continuare? devo ammettere che quando il mio sguardo famelico si è posato anche sui gatti ho iniziato a preoccuparmi! allora mi sono limitata ai vegetali...
Zucca alla scapece! perchè solo zucchine? (ho pensato) e contemporaneamente, forse anche prima, ho cominciato ad affettare e friggere!
Le ho condite con un emusione di olio (poco!!!) e aceto ed a strati ho aggiunto aglio, prezzemolo e peperoncino!

mercoledì 24 giugno 2009

Fiori di zucca e cuore tenero...

Caldi! Caldi! Decisamente caldissimi vanno gustati questi fiori di zucca per avere al meglio l'effetto dell'affondo dentale e... l'ustione al palato assicurata! Ma quante ustioni abbiamo "subito" e quante ancora ne verranno in nome del "consumareimmediatamente" (...) che non è chiaro se sia riferito alla migliore degustazione della ricetta oppure alla possibilità di ritrovarsi con il piatto vuoto! Questo è quanto non mi dilungo...la ricetta!

Ingredienti:
12/15 fiori di zucca (freschissimi), 250 gr di ricotta, 100 gr di fior di latte, 50 gr di prosciutto cotto a dadini piccoli piccoli, sale e pepe, 2/3 uova e pane grattugiato (io uso quello integrale fa una crosticina più rustica) per l'impanatura.
Setacciare la ricotta ed aggiungere il prosciutto e il latticino a dadini, sale e pepe. Riempire delicatamente i fiori di zucca, passarli nell'uovo sbattuto e nel pane grattugiato, friggere in abbondante olio e "consumareimmediatamente"...attenti al palato!