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sabato 14 agosto 2010

Nostalgia di casa

Non c'è al mondo un posto che mi appartenga! Ora non mi sento a casa più da nessuna parte. La casa, il rifugio, non è un luogo fisico ma un concetto, un luogo mentale ed io ho perso la mano che mi reggeva l'altro capo del filo, che mi riconduceva.
Cosa è il lutto? è nostalgia di casa! Come quando ad un certo punto di un viaggio hai quella voglia atroce di tornare perchè ora basta! hai bisogno di respirare quegli odori, di sentire quelle voci. Ho cominciato questo viaggio il 10 luglio ed ora ho voglia di tornare, giro in tondo, a sorvolare dei luoghi senza sapere dove atterrare, il mio posto nel mondo ora è in una bara, due metri sotto terra.
Cosa è il lutto? è nostalgia di casa... io proprio non me lo aspettavo...

giovedì 29 aprile 2010

Il tempo ha dei ritmi che non condivido!

Io sono una che ha fretta! Che anticipa! che macina i giorni, i sentimenti, le decisioni. Ma il tempo è come un tapis roulant… e si adatta a me! Pensavo di correre per risparmiare, recuperare, ma il tempo è liquido e si adegua al suo contenitore! Ed ora che sono ferma, in attesa, da giorni lunghissimi che sono diventate settimane e poi mesi, ora che sono ferma vedo gente affannata a rincorrere il proprio tempo, tempo che loro stessi hanno impostato, senza più riuscire a controllarne la velocità e sono lì ad inciampare e a farsi strattonare dagli impegni!

Magari la prossima volta pubblico una ricetta!

martedì 23 marzo 2010

Dicono? Io so!

Dicono che sono bassa! Lo dice il metro, i pensili della mia cucina, i pantaloni da accorciare ed anche i miei figli! Io non mi sento bassa perché non sono mai stata alta!

Io so essere felice, perché conosco il dolore! Conosco la differenza tra i due stati e dei momenti migliori ho imparato a prendermene cura! Non vivo distrattamente il benessere e non lo sciupo, so che non è una condizione obbligatoria. I momenti peggiori? Come questi? Aspetto che passino per recuperare il recuperabile e gettare il resto, dei momenti brutti non serve tutto, di certo non serve la paura che ritornino.
Aspetto che passino… tutti! Alcuni si superano, altri no, altri diventano uno strato che ci avvolge e con cui impariamo a convivere.

PS Un immenso grazie a tutti!

martedì 2 marzo 2010

Accadono cose...

Accadono cose che richiedono tutta la nostra attenzione! Non parlo di priorità, la priorità determina una precedenza che comunque lascia spazio ad altro. Mi riferisco a quegli eventi che ci prendono la testa tra le mani e ci costringono a fissarli, riempiendo tutto il nostro orizzonte! senza concedere distrazioni! Attualmente sono presa da una circostanza del genere e non mi andava di sparire senza lasciare neanche un saluto.
A presto!

mercoledì 17 febbraio 2010

Un buon inizio

Immagine tratta dal web

La notte, ormai stanca, si abbandona
ai rumori e ai profumi che precedono l’alba.
Dal mare le coste sorridono incerte
all’idea di luce che già si respira.
Si direbbe un buon inizio.


martedì 26 gennaio 2010

Tortine per la colazione e... post noioso!

Oh mamma! ho letto alcuni miei post precedenti... sono sconvolta! se non mi conoscessi penserei di me che sono un'isterica stressata e incontentabile... sì, ok, lo sono! ma non credevo fosse così evidente! ma è così divertente lamentarsi! avete mai sentito la Gucciari fare un monologo comico su quant'è bella la sua vita? diciamocelo, le disgrazie proprie e/o altrui se ironizzate suscitano ilarità e aiutano a campare meglio; e poi con la "sofferenza" (sofferenza è esagerato) si può diversificare! diceva mia nonno: " Tutte le famiglie felici si assomigliano fra loro, ogni famiglia infelice è infelice a suo modo”, era mio nonno a dirla? nutro qualche dubbio, è anche vero che mio fratello mi raccontava di aver scritto "Tu scendi dalle stelle" insieme a Padre Pasquale ma poi ho scoperto la verità eh... bambina sì, stupida no! l'autore è mio padre! a questo punto ho il sospetto che la famosa frase sia stata pronunciata da mio zio durante il brindisi del suo matrimonio! avvinazato dava il meglio di se!
Ma oggi, anche rischiando la noia vi parlo di cose belle!
Ho una bella famiglia, 4 + 2 (i gatti), e siamo sani! ho due figli che se avessi potuto scegliere tra tanti avrei scelto proprio loro! sul marito mi posso accontentare, ho visto di peggio in giro! ho dei genitori che sono unici! ho pochi amici ma buoni (e loro hanno me) e tante simpatiche conoscenze! la mia casa è proprio come la desideravo: grande e con i terrazzi, è un pò vecchia ma piano piano la stiamo ristrutturando. Ho un bel lavoro che mi da grosse soddisfazioni e una certa tranquillità! mi piaccio e non mi cambierei, quando parlo di dieta mi riferisco a quei tre giorni che seguono i bagordi ad alto tasso glicemico della domenica e non ad una reale necessità! cosa chiedere di più dalla vita? ho anche la possibilità di lamentarmi ridendoci sopra e questa è una grande fortuna!

Tortine per la colazione (dose per circa 14 pezzi)

500 gr di farina 00
200 gr di zucchero
150 gr di latte
100 gr olio arachidi
2 uova + 1 tuorlo
150 gr di gocce di cioccolato
10 gr di ammoniaca per dolci
granella di zucchero
aroma di vaniglia

Sciogliere l'ammoniaca in poco latte ed aggiungerlo al restante, amalgamare il latte con uova e olio, mescolare con la farina setacciata, quindi lo zucchero, la vaniglia ed alla fine le gocce di cioccolato. Versare l'impasto negli stampi fino ad un dito dal bordo e cospargere di granella di zucchero. Infornare per 20 minuti a 190°
Ps attenzione quando aprite il forno che l'odore forte di ammoniaca (poi passa) potrebbe investirvi.

giovedì 21 gennaio 2010

Quell'incontrollabile necessità del superfluo!

Provate a visualizzare la scena! io e Dalia come "Thelma e Louise"! Quella alla guida e mezza rincog.... sono io, se non fosse stato per lei ci saremmo ritrovate in Puglia, infatti mi scordai di lasciare l'autostrada e ci ritrovammo sulla Napoli-Bari! a dirla tutta c'è stato un momento in cui lo spirito delle due eroine cinematografiche voleva prendere il sopravvento facendoci continuare verso l'ignoto ma ci mancava qualcosa e qualcos'altro invece abbiamo in più rispetto a loro che ci tiene legate qui! per farla breve la nostra avventura aveva come destinazione l'Ikea! avete presente quel posto dove il superfluo diventa indispensabile? ho provato a capire il moto psicologico che rende una persona pragmatica e responsabile (che sarei io!) un organismo unicellulare ed incapace di scelte razionali all'interno dell'Ikea; il mio peggioramento si è evidenziato soprattutto da quando ricevo a casa la rivista "Ikea family", la furbata (grande scelta di marketing) è che non viene presentato direttamente il prodotto quanto dei modelli di vita! chi non sogna di vivere in un posto dove tutto trova uno spazio, dove nel cassetto delle spezie: aglio, alloro, aneto, anice... tutto rigorosamente in ordine alfabetico, dove tutti camminano a piedi scalzi, non so voi ma personalmente questa cosa dei piedi scalzi mi affascina! dove i figli vanno d'amore e daccordo e le loro camere hanno lo spazio per studiare, dormire, ricevere e sono ordinate! dove tutto ha gusto nei dettagli, mi ricordo una volta in cui c'era una casa dove la proprietaria aveva collocato i libri in libreria secondo le gradazioni dei colori ....zo! ho pensato!
Non voglio dilungarmi, concluderò che sono arrivata all'ingresso del "grande magazzino dell'illusione della vita perfetta" con una lista che conteneva, in ordine di importanza: piumini sintetici (mia figlia soffre d'asma e quello d'oca non è adatto), oliera d'acciaio e lampada da terra! ne sono uscita con piumini d'oca (avevo sbagliato lo scaffale), senza oliera e senza lampada ma in compenso con mille tipi di candele, con lampadine inutili (in seguito ho trovato una lampada che si adattasse), con una pianta, con svariati accessori che avrebbero reso la mia casa più ordinata, peccato che quegli accessori vanno bene solo per i mobili Ikea, con grucce di legno (ne avevo bisogno?), ciotole, pentole, con una tortiera a cerniera che già due volte è scattata da sola nel momento topico ripiano/forno, facendo scatafasciare tutto a terra! ...e tanto altro ancora! costo totale? non posso rivelarlo, è un segreto che mi porterò nella tomba. Per non parlare dei passaggi al ristorante e nella gastronomia! nonostante questo io ci ritornerò, ho bisogno di confrontarmi con il nemico per batterlo, ma sò che tante battaglie ancora mi vedranno sconfitta!
Ecco a voi una ricetta ispirata!

Muffins al salmone e rafano

200 gr di farina 00
1 bustina di lievito per torte salate
3 uova
1 philadelphia
1 cucchiaio abbondante di crema di rafano (ikea)
15 gr di olio evo
50 gr di latte
200 gr di salmone affumicato a pezzetti
una manciata di aneto
1 pizzico di sale

Mescolate tutti gli ingredienti asciutti ed aggiungetevi quelli liquidi precedentemente amalgamati, infine il salmone e mescolate. Versate negli stampini ed infornate a 190° per circa 20/25 minuti.
La ricetta l'ho presa da qui e naturalmente modificata.

mercoledì 13 gennaio 2010

"Ode al carciofo"


Il carciofo dal tenero cuore si vestì da guerriero,
ispida edificò una piccola cupola,
si mantenne all'asciutto sotto le sue squame,
vicino al lui i vegetali impazziti si arricciarono,
divennero viticci, infiorescenze commoventi rizomi;
sotterranea dormì la carota dai baffi rossi,
la vigna inaridì i suoi rami dai quali sale il vino,
la verza si mise a provar gonne, l'origano a profumare il mondo,
e il dolce carciofo lì nell'orto vestito da guerriero,
brunito come bomba a mano,
orgoglioso, e un bel giorno,
a ranghi serrati,
in grandi canestri di vimini,
marciò verso il mercato a realizzare il suo sogno: la milizia.
Nei filari mai fu così marziale come al mercato,
gli uomini in mezzo ai legumi coi bianchi spolverini erano i generali dei carciofi,
file compatte,voci di comando e la detonazione di una cassetta che cade,
ma allora arriva Maria col suo paniere,
sceglie un carciofo, non lo teme, lo esamina,
l'osserva contro luce come se fosse un uovo,
lo compra, lo confonde nella sua borsa con un paio di scarpe,
con un cavolo e una bottiglia di aceto finché, entrando in cucina,
lo tuffa nella pentola.
Così finisce in pace la carriera del vegetale armato che si chiama carciofo,
poi squama per squama spogliamo la delizia e mangiamo la pacifica pastadel suo cuore verde.

Pablo Neruda

Carciofi alla Romana


Pulire dei carciofi con un coltello ben affilato, levando le prime foglie. Aprire al centro ed eliminare la barba; inserire nell'incavo dell'aglio a pezzetti, prezzemolo, menta, sale, pepe ed un filo d'olio. Posizionare a testa in giù in un tegame alto e coprire fino a metà di acqua e olio e salare ancora un poco. Coprire e dal bollore far cuocere circa 25/30 minuti, fino alla riduzione del liquido.

Ringrazio Lisa per questo premio e visto che già molti di voi l'hanno ricevuto lo dono a chi passa di qua!

enhum olhar è mais puro do que uma crianca

mercoledì 6 gennaio 2010

Muffins alle arachidi con risvolti antropologici!


Diceva Desmond Morris, famoso zoologo e antropologo inglese, che gli scimpanzé e l'uomo hanno in comune il 98.4% del DNA. Dal punto di vista biologico, gli scimpanzé sono assai più simili agli uomini che ai gorilla, quindi o lo scimpanzè è un'altra razza umana oppure noi siamo la terza razza di scimpanzè dopo quello comune e quello pigmeo. Questo per dire che sarebbe il caso che ognuno di noi leggesse il suo libro "La scimmia nuda"! Ma che c'azzecca l'antropologia su un blog di cucina? mah! sono un pò annebbiata, fisicamente e mentalmente dopo questi giorni di festa, forse quell' 1.6% di DNA fa la differenza soprattutto a livello alimentare.
(Tratto da "Vaneggiamenti di uno stomaco in tumulto")

Ingredienti
250 gr di farina con lievito (o aggiungerne due cucchiaini alla normale farina)
80 gr di zucchero
200 gr di gocce di cioccolato
1 uovo
200 gr burro di arachidi
2 cucchiai di marmellata di albicocca
110 gr di yogurt bianco
200 gr di latte

Setacciare la farina con lo zucchero ed aggiungere gli altri ingredienti precedentemente amalgamati, infine mescolare le gocce di cioccolato, versare negli stampini ed infornare per 20/25 minuti a 190°.

giovedì 31 dicembre 2009

BUONA VITA!


Se io potrò impedire a un cuore di spezzarsi non avrò vissuto invano.
Se allevierò il dolore di una vita o guarirò una pena o aiuterò un pettirosso caduto a rientrare nel nido non avrò vissuto invano.
Emily Dickinson

Quindi per il prossimo anno tutti alla ricerca di cuori spezzati, vite penose e pettirossi caduti dal nido (questa terza, vivendo a Napoli la vedo difficile! Beh! mi rifarò con le altre due) No, non sto prendendo in giro la grande Emily, che tra l'altro è la mia poetessa preferita! E' che ogni volta, leggendo questa piccola poesia, mi rendo conto che ognuno di noi, consapevole o no, più o meno daccordo, fa parte della giostra! In questo periodo dell'anno (saranno le influenze mediatiche) mi capita sempre di fare dei bilanci (ma và?), non vorrei ritrovarmi, come dice non ricordo più quale poeta ad arrivare alla fine dei miei giorni rendendomi conto di non aver mai vissuto! per fortuna se anche mi impegnassi, "Emily docet", non ci riuscirei (a non vivere intendo)!
Allora non mi resta che augurarvi BUONA VITA!

domenica 20 dicembre 2009

Marmellata di melone giallo e....


Non chiedo più niente a questa giornata! e siccome non è ancora terminata non voglio impegnarmi a fare niente, nessuna attività che, riuscendo male, potrebbe rovinare questo clima di perfezione, manco il caffè voglio fare!
Oggi ho fatto la turista nella mia città! il boss (il coinquilino, alias padre dei miei figli, il marito insomma) aveva impegni di lavoro, quindi neanche la fretta di ritornare presto per la partita del Napoli. Io e i bambini armati di sciarpe, scarpe comode e occhi nuovi siamo partiti da casa. Prima tappa la libreria a Via B. Croce, ne siamo usciti con 6 acquisti (5 loro ed 1 io!) naturalmente subito dopo aver fatto una puntatina dal fornaio per dei tarallucci caldi come antipasto. Per il pranzo da Gennaro e Titina a Santa Chiara e all'uscita una tazza di cioccolato caldo da Gay Odin, c'erano tante bancarelle... Serena ha voluto una di quelle treccine colorate e così abbiamo chiacchierato con la ragazza della bancarella che ho scoperto essere avvocato, ora sta facendo un corso di specializzazione e quest'attività le serve per arrotondare. Mi è venuto in mente di quando anche io e Antonella facevamo la bancarella a Piazza S. Domenico Maggiore nel periodo di Natale, arrivata la sera della vigilia la gente aveva così fretta di concludere gli acquisti di Natale che era disposta a comprare tutto, quante volte, terminati i nostri articoli, abbiamo messo sottosopra la casa alla ricerca di qualcosa da poter vendere...
Ora siamo qui, stanchi e sereni e con tanti libri da leggere! la ricetta è poco impegnativa anche per la descrizione, ne avevo già accennato qui.

Ingredienti:
1 kg di melone giallo (polpa)
600 gr di zucchero
succo di un limone
1 busta di fruttapec

Tagliare a pezzi il melone e coprirlo con lo zucchero, aggiungere il succo di limone e cuocere a fiamma bassa. Non avevo intenzione di usare la pectina ma dopo circa 1 ora la marmellata non era ancora addensata così 5 minuti prima di spegnere ho aggiunto una busta di fruttapec. Il risultato è stato comunque ottimo, vero Giuliana?

martedì 15 dicembre 2009

La "Peppeniello" list!

Immagine presa dal web

Domenica sera ho guardato la televisione, non potevo perdermi “addirittura” 20 minuti consecutivi di trasmissione interessante! A cosa state pensando? Mi riferisco nientepopodimeno che… all’intervento di Umberto Eco alla trasmissione di Fazio. Ha parlato del suo nuovo lavoro “La vertigine della lista” non sto qui a raccontarvi di cosa tratta, il contenuto è molto più articolato di quanto il titolo non lasci già intendere. Piuttosto questa storia delle liste ha attivato un meccanismo nel mio cervello: ho pensato! E nonostante fossi sorpresa da questa seppur minima attività celebrare del mio neurone Peppeniello (attualmente lo tengo in cassa integrazione perché non c’è molto lavoro da fare) l’ho assecondato! Ho ripensato a tutte le liste che ci sono nella mia vita ed escludendo quella della spesa (poco spirituale) e quella civica (troppo per Peppeniello) sono giunta ad una lista in tema con il periodo: la lista dei regali di Natale! Non cosa regalerei ma cosa vorrei mi fosse regalato (essì Peppeniello quando lavora lo fa per sé, mi sa che lo licenzio!), così, qualcuno interessato, avrebbe potuto prendere spunto da qui! Poi ho pensato che era troppo semplice (per chi regala) e poco divertente, su di me fa ancora presa l’effetto sorpresa! non voglio sapere cosa aspettarmi. E allora? Che lista è? E’ la lista di quello che non vorrei mi fosse regalato a Natale! Eccola!

Breve lista (ma non troppo) di quello che non voglio a Natale!

Non voglio un paio di mutande rosse
Non voglio strofinacci per la cucina (capito mamma?)
Non voglio il coriandolo, sia semi che foglie! (che devo fa? Non mi piace)
Non voglio orologi (io mi affeziono agli oggetti e questo che ho da 5 anni fa ancora il suo lavoro)
Non voglio confezioni di saponette profumate
Non voglio fiori, preferisco il vivo (e qui scatta il suggerimento!)
Non voglio sorrisi di plastica (ho già le Barbie di mia figlia)
Non voglio consigli utili
Non voglio previsioni per l’anno nuovo
Non voglio penne (per scrivere mi basta un pezzo di carbone e all’occorrenza il pc)
Non voglio oggettini inutili da tenere ad impolverarsi sui mobili
Non voglio dolcetti (è un’istigazione a delinquere)
Non voglio il mal di gola
Non voglio congegni elettronici che costringerebbero Peppeniello a fare gli straordinari per capirne le istruzioni
Non voglio la pace nel mondo (sarebbe un regalo perso)
Non voglio il pensiero… a me non basta!
Ad apertura di pacchi avvenuta ne aggiungo un altro (troppo tardi, dovevo farlo prima!) eccolo:

Se non conoscete i miei gusti in fatto di libri, astenetevi dal regalarmeli

………………………….
Questo è quanto, quindi la scelta che rimane è vasta! Se dovesse venirmi in mente qualcosa lo aggiungo.
E voi avete già qualche idea su quello che non volete? Fatemelo sapere, o meglio fateci un bel post!

mercoledì 25 novembre 2009

Ciambella da colazione e le certezze passano a tre!


Sono poche le certezze nella mia vita! e mi riferisco a persone, cose (animali, fiori, frutta, colori e città mi verrebbe da continuare). Sono così poche che aggiungerne anche solo una a questa breve, troppo breve lista è sempre fonte di gioia. Questa ciambella è una certezza! Ora perdonatemi se non scrivo la ricetta ma quando penso alle certezze inevitabilmente ricomincia il conteggio delle molte incertezze, e vi assicuro è sempre un trauma, quindi non vi scoccerà passare voi da Adriano a prenderla.
PS io ho provato anche la versione "pagnotta" come fa lui, ma preferisco la ciambella, ugualmente buona ma più semplice il consumo!

lunedì 23 novembre 2009

Chocolate crinkles cookies e regressione terapeutica!

Aprendo questo blog dalla doppia valenza e dalla doppia portata mi ero ripromessa di alternare i post culinari a quelli misti (quelli con integrata la "terapia") ed invece oggi mi ritrovo a
proporre di seguito un altro post dove inserire i miei deliri! A questo punto, dovesse ripetersi nuovamente a breve distanza, siete autorizzati a contattare un professionista per la cura coatta!
Oggi voglio coinvolgere chi, un sabato mattina qualunque della sua vita, come me, ha guardato sua figlia ed ha visto una rassicurante novenne (e mezzo) e la domenica pomeriggio successiva, allo stesso sguardo materno che chiedeva solo una conferma, si è ritrovata davanti, in tutta risposta, un'inquietante preadolescente!
NON SONO PRONTA!!!!! Avevo bisogno di altro tempo, giusto per conoscere bene l'infante, ma così bene da poter capire ed intervenire sui problemini/problemoni adolescenziali! per essere sicura che non mi potesse sfuggire neanche uno sguardo, per arrivarci al volo, insomma per non ritrovarmi improvvisamete una donnina che non conosco e che mi sfugge, ho paura che però non mi sarebbero bastati altri nove anni (e mezzo). Ed ora ho bisogno di una ricetta che mi aiuti a regredire per poter andare avanti, che sia la mia coperta di Linus, che sia la mia Tavoletta di Johnnino, che sia il mio pollice da ciucciare, di cioccolata insomma... e scusate se è poco!
Questi biscotti sono molto famosi ma non ne conosco la paternità io li ho presi da qui, ed è sempre una certezza!

giovedì 19 novembre 2009

Fusilli bucati corti con carciofi e delirio di libertà!

Chi di noi è veramente libero? bella domanda! ma prima bisognerebbe sapere che cosa è la libertà! la libertà per me è essere consapevoli che le variabili date da un dato contesto ci inducono a fare scelte diverse da quelle che avevamo previsto. La variabile nel mio caso erano il numero di persone ed il contesto la metropolitana.
Ho già detto in un post precedente che per ritornare a casa dall'ufficio uso la metropolitana, beh in questo contesto la variabile è l'affollamento dei vagoni, mi spiego: nella mia borsa tra il mazzo di chiavi (modello San Pietro), le caramelle al caffè, penne di vario colore, uno stick idratante per le labbra, portafogli, fazzoletti per il naso e...toh...una molletta per il bucato, ci sono sempre un libro e l'MP3. Se l'affolamento mi consente di sedermi io tiro fuori il libro e leggo, mentre se siamo stipati (7 volte su 10) dirigo la mia manina nella borsa e frugo alla ricerca della musica da viaggio! Lunedì la variabile mi diresse alla "scelta" musicale ma c'era qualcosa di diverso dal solito, avevo dimenticato il cellulare a casa e quindi non ero costretta a controllare ogni tot secondi se stesse squillando (con i Nirvana nelle orecchie che vuoi sentire!). In questo caso anche in assenza della "variabile cellulare" io continuavo a non essere tranquilla, quasi che le urla di aiuto di mia madre alle prese con i pargoli potessero coprire la distanza tra il centro città e il tunnel della metro che mi separa da casa! ne deduco che a volte troppa libertà non riusciamo a gestirla! a voi altre deduzioni!
Aggiornamento! "L'unica libertà possibile, a questo mondo, è la libertà di scegliersi la propria prigione." Pino Caruso
Anche in cucina le variabili (cosa c'è in frigo?) ci inducono, a volte, verso scelte impreviste, per fortuna il risultato è quasi sempre una soddisfazione. Questo piatto nasce dalla variabile "usiamo quello che c'è"!

Ingredienti per 4 persone:
500 gr di fusilli bucati corti
6 carciofi
15 (circa) olive nere
10 (circa) cucunci
1 cucchiaino di bottarga di ricciola
vino bianco
olio evo
sale
aglio
prezzemolo

Procedimento:
Pulire i carciofi e tagliarli a spicchi, immergerli in acqua e limone (per non farli annerire), in un tegame far soffrigere l'aglio nell'olio e poi eliminare, aggiungere la bottarga tritata ed i carciofi, mezzo bicchiere di vino bianco e far cuocere per circa 20 minuti (se necessario aggiungere dell'acqua), durante la cottura le olive denocciolate e solo alla fine i cucunci (la bottarga è molto salata quindi se è il caso non usare il sale). Cuocere la pasta in abbondante acqua salata e far saltare nel tegame (in questi casi il wok è l'ideale) con una spolverata di prezzemolo fresco.

giovedì 12 novembre 2009

Un pò di noi e le priorità "fotosensibili"!

Oggi niente ricetta, o meglio, oggi niente nutrimento per lo stomaco! ogni tanto ho bisogno di fare da mangiare per l'anima (la mia almeno) lo so che anima è una parolona! spropositata, consumata, iperutilizzata, esercitata ad uso e consumo! ma in quanto elemento non precisamente definibile che non ha confini e contenuti chiari, nè collocabile (chi lo sa dove si trova?) ognuno può riempirla dei suoi contenuti, almeno io così faccio! la mia anima - ma si potrebbe chiamare in qualsiasi altro modo senza comunque alterarne l'essenza- ha bisogno di sfiatatoi ed io raramente blocco queste vie di fuga! a questo punto la chiamerei "Io", cos'altro può essere? ed oggi voglio parlare di pensieri (essì mi capita anche questo) e mi sento così onesta che non uso neanche una ricetta come pretesto! Nel sottotitolo tra l'altro c'è scritto che trattasi anche di spazio psicoterapeutico.

Oggi parlo delle mie priorità "fotosensibili", perchè lo scrivo è presto detto, perchè normalmente comincio a scrivere senza un'idea precisa, ma piuttosto con una senzazione e mettere nero su bianco mi aiuta costruire i pensieri (sono criptica? spero di no!).
Orsù dunque, perchè le mie priorità sono fotosensibili? perchè a seconda della luce cambiano! mi spiego? forse è meglio. La notte, improvvisamente, tra una fase REM ed un dormiveglia mi si insinuano pensieri che mi evidenziano necessità impellenti, le organizzo, definisco i tempi e gli spazi e ritorno a sognare tranquilla. Al mattino queste priorità svaniscono, o meglio vengono sostituite da altre che il giorno mi esibisce come più importanti, la notte poi ritorno a riprendere le considerazioni che l'alba aveva disperso. Io non so che fare, le mie notti ed i miei giorni non vanno daccordo ed io vorrei poter appagare tutti i miei spazi, sia bui che di luce.

venerdì 6 novembre 2009

Cheese cake con sciroppo di uva fragola e...

Spazio spazio, io voglio, tanto spazio
per dolcissima muovermi ferita:
voglio spazio per cantare crescere
errare e saltare il fosso della divina sapienza.
Spazio datemi spazio
ch’io lanci un urlo inumano,
quell’urlo di silenzio negli anni
che ho toccato con mano.
ALDA MERINI

Questa cheese cake nasce dall'esigenza di riciclare un pan di spagna non lievito che ho usato come base al posto dei biscotti, io non butto niente piuttosto mangio anche l'immangiabile!

Ingredienti: 250 gr di pan di spagna (oppure biscotti secchi), 100 gr di burro, 250 gr di ricotta, 250 gr di mascarpone, 400 gr di yogurt bianco, 2 uova, 120 gr di zucchero, aroma di vaniglia, succo di mezzo limone. Per lo sciroppo: 350 gr di uva fragola, mezzo bicchiere di passito o liquore dolce a piacere, 200 gr di zucchero, 1 pizzico di cannella.

Procedimento: frullare il pan di spagna con il burro e rivestire il fondo di uno stampo a cerniera precedentemente imburrato. Amalgamare il resto degli ingredienti fino ad ottenere un composto cremoso, versare sulla base ed infornare per circa 40/45 minuti o fino a che il composto raggiunga una certa consistenza.

Per lo sciroppo: cuocete per circa 10 minuti l'uva nel passito dove avrete aggiunto mezzo bicchiere d'acqua e la cannella, versate tutto, uva e liquido, in un passino e passate per levare semi e buccia. Rimettete tutto sul fuoco e aggiungete lo zucchero, cuocete per circa 40 minuti, fino a che il liquido si sarà dimezzato ed avrà raggiunto una consistenza sciropposa!


mercoledì 4 novembre 2009

Scusate...l'assenza!

Oggi niente ricette ma recupero domani...spero! Richiamando il post precedente negli ultimi giorno è accaduto che il disordine che vive dentro di me si è materializzato anche intorno a me (che si sia vendicato?)! Volete i dettagli? Bene... da dove cominciare... dalla suina che è entrata a casa nostra e che nessuno aveva invitato? Praticamente ci siamo amMAIALati! Ma non finisce qui, continuo con l'altro evento? gli operai dentro casa! è incredibile come situazioni funeste (e tra le due non saprei chi scegliere ) si mettano daccordo per presentarsi all'uscio tutte insieme! La prima si è risolta "allegramente" in poco tempo, la seconda invece non ancora, degli imprevisti (i soliti) stanno facendo slittare la consegna con relativa agibilità del salone! non voglio lamentarmi degli operai che forse, tra tutti quelli arrivati a casa mia negli ultimi anni, sono i più veloci e (addirittura) puliti, però mi chiedevo, visto che durante i lavori di ristrutturazione ci sono "sempre" degli imprevisti che raddoppiano i tempi e aimhè i costi non sarebbe opportuno cominciare ad inserirli nella voce "previsti"? giusto per non ritrovarsi ad aver organizzato un ricevimento nel bel mezzo di un cantiere aperto, oppure ritrovarsi a dover fare un muto quando si era "prevista" ben altra cifra!

1.In quale animale ti incarneresti? Aquila!
2.Di chi o che cosa non potresti fare a meno? dei miei figli!
3.Cosa apprezzo di più di una persona? la gentilezza!
4.Di che colore preferisco vestirmi? tutti!
5.Definisciti con tre parole: curiosa, ottimista, testarda!
6.Un viaggio che vorrei fare o un paese che vorrei visitare: Africa
7. Citazione preferita: Penso dunque sono!
8.Cosa ti piacerebbe fare: faccio tutto quello che mi piace!
9.Se non ti dedicassi a quello che fai cos'altro ti piacerebbe fare: la contadina!
10.Qual è la tua maggior stravaganza? IO!!!


Ne approfitto per ritirare questi regalini arrivati da parte di Iana e Irene grazie care e perdonatemi se non li giro ma li lascio a disposizione di tutti!

martedì 6 ottobre 2009

Io in 10 mosse!

Loro mi hanno invitata a parlare di me! Accetto volentieri e giro questo giochino a Iana.
In ritardo lo passo anche a ets voglio vedere che ha da dire!

Allora 10 cose di me! Così poche?

1. Sono piccolina, per rendere meglio l’idea potrei indossare tranquillamente il mio guardaroba adolescenziale (forse qualcosa c’è ancora). Un problema da niente? Ora che mi avvicino agli anta mi compiaccio anche di queste mie misure, ma nel mio ventennio (anni di caccia grossa) non era divertente dimostrare sempre 15 anni!

2. Amo indossare cose colorate, luccicanti e rumorose!

3. Sono una pittrice (quasi) mancata, nel senso che ho studiato pittura a Belle Arti e ancora mi diletto ma figli e lavoro mi prendono tanto, tantissimo.

4. Amo in maniera incondizionata, illimitata, smisurata i miei pargoli (ricordate le locuste?), amo il loro odore quando mi raggiungono a letto e gli improbabili ed intricati abbracci che mi regalano.

5. Non sopporto l’arroganza e la maleducazione in tutte le fasce d’età!

6. Sono testarda e parlo tanto…troppo!

7. Mi piace la campagna e se potessi farei la contadina, quando l’ho dichiarato ad un incontro sullo sviluppo delle competenze mi hanno guardata come una pazza da rinchiudere!

8. Mi piace il profumo del caffè appena macinato e l’odore del pane, leggere, coccolare i miei gatti e pulire casa.

9. Odio la ceretta e gli assorbenti interni (essì che si deve fa’ per campa!).

10. Odio fare tardi! Mi scatta l’ansia incontrollata.

L’avevo detto, 10 sono troppo poche!

sabato 3 ottobre 2009

Massese: il ricordo di un sogno


Con questa ricetta partecipo al concorso "Sunday Morning" di Juls' Kitchen e Macchine alimentari

Ieri in macchina, al ritorno dalla piscina, il piccolo mi chiede: “mamma! È nato prima l’uovo o la gallina?” sa benissimo che non conosco la risposta, ma essere consapevole che non ho una risposta a tutte le domande gli da una grossa soddisfazione, allora io: “sai già che non lo so!” e lui: “chiedilo ad internet!” “internet sa quello che noi gli diciamo, non ha una cultura ed una coscienza propria!” “ooooohhhhh!” dice ma starà pensando più o meno: “???????”. Fra qualche anno ritorno sull’argomento e forse per lui sarà tutto più chiaro.

Internet non ha tutte le risposte, infatti non ha saputo dare un’identità ai sapori delle mie mattine fanciullesche. Ora ci provo io da sola, forse un giorno se qualcuno si porrà la mia stessa domanda potrà trovare qui la risposta.

Ci sono ricordi così lontani che assumono la consistenza del sogno, io però c’ero. Di questo sono sicura! E questo sogno si ripeteva tutte le mattine poco dopo le otto, si sentiva una voce avvicinarsi, arrivava dai vicoli adiacenti il mio, era Don Luigi. Ho avuto la fortuna di assistere a questa scena tutte le mattine fino all’età di 6 anni -io non ho mai frequentato l’asilo, mi bastarono tre giorni di pianti per convincere mia madre…pianti che poi ho recuperato con gli interessi in prima elementare- ma continuiamo, la voce di Don Luigi era sempre più vicina: “o’ masses!!!!!” e sentivi finestre aprirsi e panieri abbassarsi e voci di donne: “Don Luì a me due!” “Don Luì c’ho qualche bicchiere di nutella, vi serve?”

Don Luigi portava la nostra colazione, il massese appunto, in bicchieri di vetro che dopo lui passava a riprendere. O’ masses’, come lo chiamavamo era una crema di latte della consistenza quasi di una ricotta che usavamo consumare intingendoci dentro del pane duro, non conosco esattamente gli ingredienti e la ricerca in internet non ha dato nessun risultato. A questo punto ho deciso di tentare e riprodurre il massese.

Ingredienti:

200 ml di latte intero, 250 gr di ricotta, 1 foglio di gelatina, mezzo cucchiaino di sale.

Procedimento:

Mettere in ammollo la gelatina in acqua fredda per 5 minuti, riscaldare metà del latte fino quasi a bollire e scioglierci dentro il foglio di gelatina, aggiungere alla ricotta e al rimanete latte, quindi il sale e mescolare bene. Riempire dei bicchieri di vetro e tenere in frigo almeno 5/6 ore.

Il prodotto ottenuto ha una consistenza e un sapore molto simile al massese originale...o almeno così mi pare di ricordare!