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domenica 3 gennaio 2010

Gnocchi sardi al ragù bianco e Post@ la Past@


Quando penso ad un racconto inevitabilmente ripenso a storie che mi sono state raccontate da bambina e… quando penso ad una ricetta tipica della mia terra, ovunque mi volti, tutti gli orizzonti sono occupati dall’unico e solo: il Ragù! non potevo non ritagliargli qui uno spazio! però consideravo anche che tante cose sono state dette e scritte e che la vera ricetta è quella che “pappuliava” la domenica mattina nella casa di ognuno di noi! Questa è la ricetta del mio ragù bianco, il ragù che non sarebbe piaciuta alla bambina che poi è diventata mia madre. Perché? Ora comincio con la storia, attenzione! (questo post è stato programmato per fare in modo che chiunque ne abbandoni la lettura a metà si vedrà recapitare via mail, tutti i giorni, un racconto tratto dalla raccolta “Pinar, la storia siamo noi: io, mammà e altri parenti”)!La mia mamma mi racconta che durante la sua infanzia, nel dopoguerra, se la domenica si faceva il ragù i bambini uscivano di casa con macchie di sugo sui vestiti, per dimostrare agli altri abitanti del quartiere che quel giorno avevano mangiato la carne. Quante domeniche ci ha costretta a mangiare il ragù, tanto per confermare il passaggio dallo status di poveri a quello di famiglia agiata, l’unica variante era l’aggiunta della ricotta se il formato di pasta erano i tripolini. Con noi la regola della “medaglia” sul vestito non valeva! Ecco perché la mia versione del ragù, talmente poco identificabile, non sarebbe piaciuta a quella bambina!

Ingredienti (x 4 persone)

500 gr di gnocchi sardi della Garofalo, 500 gr di spezzatino di maiale, 2 salsicce, mezzo bicchiere di vino bianco, olio evo, sedano, carota, scalogno, sale, parmigiano

Far soffriggere in abbondante olio il sedano, la carota e lo scalogno tagliati a pezzetti. Aggiungere la carne di maiale tagliata a dadini e la salsiccia spellata e sbriciolata, far rosolare e versare il vino bianco, coprire e far cuocere circa mezz'ora, a fine cottura salare. Nel frattempo mettere a cuocere gli gnocchetti in abbondante acqua salata (se necessario allungare il ragù con un mestolo dell'acqua di cottura della pasta) ed ancora al dente far saltare nel tegame con il sugo insieme al parmigiano grattugiato. Per il ragù e da bere ho scelto un Fiano di Avellino, è un vino bianco che normalmente accompagna il pesce ma l'ho trovato ottimo per questa ricetta.

Con questa ricetta partecipo al concorso di Tzatziki a Colazione

mercoledì 21 ottobre 2009

VOTANTONIO...VOTANTONIO...VOTANTONIO...

Mi sono appena accorta (grazie a Iana) di essere tra i 10 finalisti al concorso di Juls' e sono emozionatissima!!!!




Questa è la mia ricetta "Il Massese: ricordo di un sogno"

Questo è il link dove poter votare:

http://it.julskitchen.com/ricette/sunday-morning-i-10-finalisti#respond

Vota e fai votare (mi sembra quasi di essere in campagna elettorale) grazie, grazie, grazie!
PS è superfluo dire che se vinco c'è il caffè pagato per tutti!
PPS c'è tempo fino alla mezzanotte del 29 ottobre...ma mica vogliamo aspettare l'ultimo momento no?!