mercoledì 25 novembre 2009

Ciambella da colazione e le certezze passano a tre!


Sono poche le certezze nella mia vita! e mi riferisco a persone, cose (animali, fiori, frutta, colori e città mi verrebbe da continuare). Sono così poche che aggiungerne anche solo una a questa breve, troppo breve lista è sempre fonte di gioia. Questa ciambella è una certezza! Ora perdonatemi se non scrivo la ricetta ma quando penso alle certezze inevitabilmente ricomincia il conteggio delle molte incertezze, e vi assicuro è sempre un trauma, quindi non vi scoccerà passare voi da Adriano a prenderla.
PS io ho provato anche la versione "pagnotta" come fa lui, ma preferisco la ciambella, ugualmente buona ma più semplice il consumo!

martedì 24 novembre 2009

Pizza grigliata ripiena di cicoria!


Oggi qui si parla solo di cibo, niente vaneggiamenti, considerazioni, farneticazioni, cibo e basta!
Tuttavia c'è un pensiero che mi frulla da tempo: i lavori di rifacimento del terrazzo di copertura del palazzo di fronte! Sono quasi 5 anni che vanno avanti, quasi 5 anni che squadre di operai seminudi si alternano e mai! dico mai! ne ho trovato uno (di operai) che valesse la pena di essere guardato! ma quelli delle pubblicità dove li prendono? Ho deciso, mi intrufolerò alla prossima riunione di condominio, voglio dire la mia quando decideranno l'impresa a cui affidare i lavori, voglio parlare ma soprattutto voglio guardare, insomma è una questione di decoro!
E ora la ricetta di oggi, semplice, ma così semplice che non do neanche le dosi, pizza grigliata.
Basta della pasta per pizze ed una griglia di ghisa. Oliare la griglia e farla scaldare bene, quindi poggiarvi sopra un disco di pasta stesa sottilmente nel caso in cui come me decidete di farcirla (rischiereste di avere l'interno crudo), passati 3/4 minuti circa girarla e completare la cottura. Ottima anche come "Simil Piadina" di accompagnamento ad affettati vari. L'idea l'ho presa da qui.

lunedì 23 novembre 2009

Chocolate crinkles cookies e regressione terapeutica!

Aprendo questo blog dalla doppia valenza e dalla doppia portata mi ero ripromessa di alternare i post culinari a quelli misti (quelli con integrata la "terapia") ed invece oggi mi ritrovo a
proporre di seguito un altro post dove inserire i miei deliri! A questo punto, dovesse ripetersi nuovamente a breve distanza, siete autorizzati a contattare un professionista per la cura coatta!
Oggi voglio coinvolgere chi, un sabato mattina qualunque della sua vita, come me, ha guardato sua figlia ed ha visto una rassicurante novenne (e mezzo) e la domenica pomeriggio successiva, allo stesso sguardo materno che chiedeva solo una conferma, si è ritrovata davanti, in tutta risposta, un'inquietante preadolescente!
NON SONO PRONTA!!!!! Avevo bisogno di altro tempo, giusto per conoscere bene l'infante, ma così bene da poter capire ed intervenire sui problemini/problemoni adolescenziali! per essere sicura che non mi potesse sfuggire neanche uno sguardo, per arrivarci al volo, insomma per non ritrovarmi improvvisamete una donnina che non conosco e che mi sfugge, ho paura che però non mi sarebbero bastati altri nove anni (e mezzo). Ed ora ho bisogno di una ricetta che mi aiuti a regredire per poter andare avanti, che sia la mia coperta di Linus, che sia la mia Tavoletta di Johnnino, che sia il mio pollice da ciucciare, di cioccolata insomma... e scusate se è poco!
Questi biscotti sono molto famosi ma non ne conosco la paternità io li ho presi da qui, ed è sempre una certezza!

giovedì 19 novembre 2009

Fusilli bucati corti con carciofi e delirio di libertà!

Chi di noi è veramente libero? bella domanda! ma prima bisognerebbe sapere che cosa è la libertà! la libertà per me è essere consapevoli che le variabili date da un dato contesto ci inducono a fare scelte diverse da quelle che avevamo previsto. La variabile nel mio caso erano il numero di persone ed il contesto la metropolitana.
Ho già detto in un post precedente che per ritornare a casa dall'ufficio uso la metropolitana, beh in questo contesto la variabile è l'affollamento dei vagoni, mi spiego: nella mia borsa tra il mazzo di chiavi (modello San Pietro), le caramelle al caffè, penne di vario colore, uno stick idratante per le labbra, portafogli, fazzoletti per il naso e...toh...una molletta per il bucato, ci sono sempre un libro e l'MP3. Se l'affolamento mi consente di sedermi io tiro fuori il libro e leggo, mentre se siamo stipati (7 volte su 10) dirigo la mia manina nella borsa e frugo alla ricerca della musica da viaggio! Lunedì la variabile mi diresse alla "scelta" musicale ma c'era qualcosa di diverso dal solito, avevo dimenticato il cellulare a casa e quindi non ero costretta a controllare ogni tot secondi se stesse squillando (con i Nirvana nelle orecchie che vuoi sentire!). In questo caso anche in assenza della "variabile cellulare" io continuavo a non essere tranquilla, quasi che le urla di aiuto di mia madre alle prese con i pargoli potessero coprire la distanza tra il centro città e il tunnel della metro che mi separa da casa! ne deduco che a volte troppa libertà non riusciamo a gestirla! a voi altre deduzioni!
Anche in cucina le variabili (cosa c'è in frigo?) ci inducono, a volte, verso scelte impreviste, per fortuna il risultato è quasi sempre una soddisfazione. Questo piatto nasce dalla variabile "usiamo quello che c'è"!

Ingredienti per 4 persone:
500 gr di fusilli bucati corti
6 carciofi
15 (circa) olive nere
10 (circa) cucunci
1 cucchiaino di bottarga di ricciola
vino bianco
olio evo
sale
aglio
prezzemolo

Procedimento:
Pulire i carciofi e tagliarli a spicchi, immergerli in acqua e limone (per non farli annerire), in un tegame far soffrigere l'aglio nell'olio e poi eliminare, aggiungere la bottarga tritata ed i carciofi, mezzo bicchiere di vino bianco e far cuocere per circa 20 minuti (se necessario aggiungere dell'acqua), durante la cottura le olive denocciolate e solo alla fine i cucunci (la bottarga è molto salata quindi se è il caso non usare il sale). Cuocere la pasta in abbondante acqua salata e far saltare nel tegame (in questi casi il wok è l'ideale) con una spolverata di prezzemolo fresco.

mercoledì 18 novembre 2009

Tartellette al cacao con crema di ricotta e secondo tentativo!

Circa un mese fa ho comprato un libro di dolci! il primo tentativo è stato un insuccesso, un dolce che in foto appariva talmente lievitato da sembrare la cupola del Brunelleschi in realtà è rimasto una pizza! dovevo accorgermene già dall'impasto troppo denso, ma si da una seconda possibilità a tutti figuriamoci ad un libro ed ho riprovato con queste tartellette... buonissime!!! è pur vero che sarebbe stato difficile sbagliare una sorta di pasta frolla, quindi farò un terzo tentativo (ma come sono magnanima) con un dolce lievitato e questa volta se non va bene lo riciclo (vedi alla voce cestino della carta)!
Ingredienti per la frolla:
250 gr di burro freddo
200 gr di zucchero a velo
5 tuorli (conservate gli albumi non si sa mai!)
100 gr di cacao amaro
400 gr di farina 00
Per la crema:
200 gr di ricotta
2 cucchiai di zucchero a velo
aroma di vaniglia
Per guarnire:
miele al mandarino
Impastare tutti gli ingredienti per la frolla e lasciare riposare mezz'ora, stendere l'impasto e rivestire gli stampi imburrati, infornare bucherellando il fondo a 170° per 20 minuti. Nel frattempo preparare la crema aggiungendo alla ricotta lo zucchero e la vaniglia, quando le tartellette saranno fredde con il sac-a-poche riempirle della crema alla ricotta e tenere in frigo fino al consumo. Io amo il sapore degli agrumi con il cacao ed ho aggiunto sulla crema un cucchiaino di miele al mandarino.

lunedì 16 novembre 2009

Gratin di zucca, patate e salsiccia

Oggi non sembrava novembre, un sole tiepido che mi ha convinta a fare a piedi la strada che dall'ufficio mi porta alla metropolitana, una luce chiara.... ma così limpida che oggi non mi sembrava novembre, oggi mi sembrava aprile, sì aprile, se non fosse stato per l'odore li avrei scambiati (novembre con aprile intendo)! L'odore no! quello è completamente diverso... la primavera ha un odore che anticipa, promette...ti sveglia, la primavera odora di pasticceria! Novembre invece odora di rifugio, di bisogno di calore, odora di legno, l'autunno odora di zuppe e spezie! Questa ricetta non poteva che portarne con se l'odore!
Tratta da Alice di questo mese

Ingrdienti: 600 gr di zucca già sbucciata, 5/6 patate, 4 salsicce fresche, 100 gr di fontina, 100 gr di gorgonzola (io no), 100 gr di grana padano grattugiato, 1 uovo, noce moscata, burro, sale, olio evo.

Procedimento: Lessare le patate e schiacciarle, tagliare la zucca a dadini ed infornare a 200° per circa 10 minuti poi levarla e schiacciarla ed aggiungerla alle patate. Cuocere le salsicce, levarci la pelle e sbriciolarle, aggiungere al composto di patate e zucca insieme ai formaggi e l'uovo, profumare di noce moscata e versare in stampini imburrati e volendo una macinata di pepe nero, infornare per 10 minuti sotto il grill.

Coniglio al melograno

Prima che diventi complicato trovare dei melograni voglio proporvi questa ricetta che è stata una sorpresa di sapori. Avevo giusto questi tre pezzi di coniglio avanzati dalla preparazione di questa ricetta qui, se a casa mia è difficile proporre la carne (non piace) con il coniglio diventa un'impresa! Sì perchè Serena (la locusta maggiore) non ama mangiare carne che appartiene a dolci animaletti dallo sguardo languido, lo stesso succede con l'agnello, se poi si considera che tra tutti gli amici animali che sono transitati da noi c'è stato anche Cioppi (coniglietto nano) è presto chiarita la difficolta!
La realizzazione è semplice e richiede pochi ingredienti, le dosi non le ho segnate ma ci si regola molto facilmente.
Procedimento: far soffriggere in olio evo il coniglio a pezzi ed uno spicchio d'aglio per 3 minuti, levare l'aglio e versare il succo di melograno (io poco meno di un bicchiere) che si ottiene spremendo il frutto con un premiagrumi, coprire e completare la cottura del coniglio, se necessario aggiungere un pò d'acqua. A fine cottura levare i pezzi di carne ed aggiungere un cucchiaino di maizena, lasciar tirare il fondo di cottura fino a che non diventi cremoso (basterà meno di un minuto), versare questo sughetto sulla carne e servire.

venerdì 13 novembre 2009

Cake salato con pomodori secchi e noci

Capita di avere a disposizione delle cosine veramente buone. Capita di volerle gustare tutte e capita che le suddette cosine si sposino proprio bene. Allora cosa c'è di meglio che unirle per poterle assaporare in un solo boccone? E cosa c'è di meglio di un cake che raccoglie e racchiude in se senza coprire il sapore di ognuna ma anzi lo fa risaltare? Questo è il risultato!

Ingredienti: 3 uova, 100 ml di latte, 100 ml di olio di semi, 300 gr di farina 00, 100 gr di pomodori secchi (non sott'olio), 50 gr di gherigli di noce, 100 gr provola, 20 gr di parmigiano grattugiato,1 bustina lievito istantaneo, sale e pepe.

Procedimento: prima di tutto immergere i pomodorini secchi in acqua tiepida per 10 minuti (se li avete sott'olio potete evitare questo passaggio), poi spezzettare i gherigli di noce. Preparate l'impasto con il resto degli ingredienti ed aggiungere i pomodorini sminuzzati, le noci e la provola a tocchetti. Io ho usato uno stampo da plum cake, in forno caldo a 180° per circa 40/45 minuti.

giovedì 12 novembre 2009

Un pò di noi e le priorità "fotosensibili"!

Oggi niente ricetta, o meglio, oggi niente nutrimento per lo stomaco! ogni tanto ho bisogno di fare da mangiare per l'anima (la mia almeno) lo so che anima è una parolona! spropositata, consumata, iperutilizzata, esercitata ad uso e consumo! ma in quanto elemento non precisamente definibile che non ha confini e contenuti chiari, nè collocabile (chi lo sa dove si trova?) ognuno può riempirla dei suoi contenuti, almeno io così faccio! la mia anima - ma si potrebbe chiamare in qualsiasi altro modo senza comunque alterarne l'essenza- ha bisogno di sfiatatoi ed io raramente blocco queste vie di fuga! a questo punto la chiamerei "Io", cos'altro può essere? ed oggi voglio parlare di pensieri (essì mi capita anche questo) e mi sento così onesta che non uso neanche una ricetta come pretesto! Nel sottotitolo tra l'altro c'è scritto che trattasi anche di spazio psicoterapeutico.

Oggi parlo delle mie priorità "fotosensibili", perchè lo scrivo è presto detto, perchè normalmente comincio a scrivere senza un'idea precisa, ma piuttosto con una senzazione e mettere nero su bianco mi aiuta costruire i pensieri (sono criptica? spero di no!).
Orsù dunque, perchè le mie priorità sono fotosensibili? perchè a seconda della luce cambiano! mi spiego? forse è meglio. La notte, improvvisamente, tra una fase REM ed un dormiveglia mi si insinuano pensieri che mi evidenziano necessità impellenti, le organizzo, definisco i tempi e gli spazi e ritorno a sognare tranquilla. Al mattino queste priorità svaniscono, o meglio vengono sostituite da altre che il giorno mi esibisce come più importanti, la notte poi ritorno a riprendere le considerazioni che l'alba aveva disperso. Io non so che fare, le mie notti ed i miei giorni non vanno daccordo ed io vorrei poter appagare tutti i miei spazi, sia bui che di luce.

mercoledì 11 novembre 2009

Focaccia dolce alle mele

Un giorno qualcuno mi ha chiesto perchè mi piace cucinare! Mi piace l'incantesimo in cucina ... mi piace quella formula magica che da elementi come farina, lievito ecc... mi porta alla magia del pane, quello che si ottiene sembra così lontano dai suoi componenti di origine, mi piace guardare una focaccia ed immaginare i campi di grano, mi piace l'intuizione (o forse è stato un incidente) che ha avuto l'uomo in tempi lontani e ritengo il pane la più grande invenzione dell'umanità (subito dopo in ordine di importanza la lavatrice, il parto indolore e i jeans).
Questa è una di quelle ricette semplici e buone, l'ultima fetta l'ho mangiata stamattina a colazione con il solito bicchiere di latte freddo!

Ingredienti: 2/3 mele annurche, 500 gr di farina 00, 250 gr di latte, 20 grammi di burro morbido, 20 gr di miele, 20 gr di zucchero, mezzo panetto di lievito di birra e un pizzico di sale. Per la copertura 50 gr di burro fuso e 2 cucchiai di zucchero.

Procedimento: Sciogliere il lievito in poco latte tiepido ed aggiungere alla farina, quindi tutti gli altri ingredienti ed impastare energicamente per 5 minuti, coprire e lasciare lievitare per 1 ora. Riprendere l'impasto e stenderlo ad un spessore di circa 1 cm, porre in una teglia tonda abbastanza grande, coprire con le mele a pezzetti infilando bene i pezzetti nell'impasto, spennellare con il burro fuso e spolverizzare con lo zucchero. Lasciare lievitare ancora per 1 ora ed infornare (con vapore)* a 200° per circa 30/40 minuti o fino a doratura.
* Per dare la giusta umidità all'impasto metto nel forno un pentolino d'acciaio lo faccio scaldare 5 minuti e poi ci verso all'interno 7/8 cubetti di ghiaccio, dopo un paio di minuti inforno la teglia.