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lunedì 25 gennaio 2010

Calamari con porri e carciofi alla brace!

Mandare il boss in pescheria è come firmare una condanna a morte! è come consegnare il resto della giornata nelle sue mani, consapevole del fatto che passerò gran parte del tempo a squamare, spellare, sfilettare, friggere per ritrovarmi esausta a tavola cercando di riuscire a sottrarre alle grinfie dei miei commensali almeno una parte del lavoro, prima che sulla tavola rimangano solo le lische (sapientemente pulite!). Non so se vi è mai capitato di chiedere al vostro maritino di comprare del pesce facile da preparare e ritrovarsi sommersi di molluschi, cefalopodi ed un pesce che in quel caso era una rana pescatrice di circa due chili e mezzo che ho dovuto sezionare con la maestria di un chirurgo per farla stare in un tegame! normalmente per essere certa di riuscire a consumare preparo il calamaro alla brace che le locuste (figli) non amano... volevo dire non amavano! perchè dall'ultima volta i loro gusti si sono ulteriormente estesi! in foto il piatto prima dell'arrembaggio e visto che starei seguendo una sorta di regime alimentare controllato, avete presente la dieta? e non siamo ancora arrivati al mercoledì... questo è quanto!

Calamari con porri e carciofi alla brace

Pulire dei carciofi e dividere in quattro il cuore, lessarli al dente e tenerli da parte. Pulire il calamaro e tagliarlo come nella foto, continuare con i porri lasciando solo la parte chiara e dividerli in due. Porre tutto sulla griglia e controllare la cottura dei differenti ingredienti, nel frattempo preparare una marinata con olio, aglio, aceto balsamico, sale e prezzemolo da versare direttamente su calamari e verdure appena levati dalla griglia.

Ricetta liberamente, molto liberamente ispirata a Jamie Oliver!

mercoledì 2 dicembre 2009

Fagiolina del Trasimeno e calamari fritti

Finalmente ho usato questo delizioso legume. Il pacchetto è stato fornito gentilmente e direttamente dal "boss", (che sarebbe il padre dei miei figli, il coinquilino, mio marito insomma!) al ritorno da uno dei suoi finesettimana di "lavoro" in Umbria, la sua azienda organizza queste trasferte fuori porta una volta all'anno. Mi riferisco a quei viaggetti che cominciano sempre con: "UFF..." e finiscono puntualmente con: "No basta! mai più..." per poi accorgermi che sulla fotocamera ci sono circa 200 foto in cui il suddetto viene ritratto ridente e avvinazzato! Mai ammettere di essersi divertiti senza la famiglia al seguito vero? Quindi ritrovandomi ogni volta "cornuta e mazziata" il minimo che possa fare e preparargli la lista della spesa che non viene neanche presa in considerazione, ma almeno questa volta qualcosa di buono c'era: la fagiolina del Trasimeno (fuori lista naturalmente)! Questo è un legume particolare che profuma di terra
e di questa ha anche il sapore, si sposa bene (a mio parere) con i sapori dolci del mare.
Mettere in acqua fredda la fagiolina e dal momento del bollore far cuocere circa 45/50 minuti. In un tegame preparare un sugo facendo soffriggere in olio evo dell'aglio (poi levato) con sedano, carota e prezzemolo. Aggiungere a questo sughetto il legume e un bicchiere d'acqua (ma dipende dalle quantità) salare e far insaporire per altri 5 minuti. Li ho accompagnati con strisce di calamari fritti ma volendo si possono sostituire con gamberi.

mercoledì 22 luglio 2009

Coda di rospo al cartoccio alla genovese...

Con questa ricetta partecipo al contest "Più pesto per tutti" di Un tocco di zenzero in collaborazione con http://www.palatifini.it/
Questo pesce, data la sua consistenza corposa si presta a molte preparazioni strutturate e "la morte sua", almeno a parer mio, è al cartoccio!

Ho pulito e tagliato a grossi pezzi la coda di rospo, disposta in un cartoccio precedentemente oliato e coperto il tutto con una sorta di pesto grossolano (da qui la denominazione alla genovese) composto da basilico, pinoli, aglio, olio e sale frullati giusto un pò! aggiunto un pomodorino ciliegino, qualche altro pinolo ed in forno a 200° per circa 40 minuti. Nonostante la stagione non predisponga all'utilizzo del forno vi assicuro che superato il tentennamento "bottadicalore" il piatto è squisito e leggero.

giovedì 16 luglio 2009

La Paranza...


La Paranza è una danza na na na na .....ma come sono canterina ultimamente! A proposito io non sapevo che la paranza fosse una danza..per noi è sempre stato un misto di pesci fritti, di quelli che restano nelle reti dopo averle svuotate del pescato più pregiato!
In questo caso non si tratta di paranza nel senso più "stretto" del termine perchè ci sono solo due tipi di pesce: razza (da noi chiamata "raja") e pesciolini in questo caso triglie (da noi chiamati "fravaglielli"). Semplicemente ho pulito e tagliato a pezzi la razza e solo sciaquati i pesciolini (si mangiano interi) infarinati e cotti in abbondante olio di arachidi. Si possono salare ma io preferisco di no!

lunedì 29 giugno 2009

Filetto di salmone in sfoglia di patate...

Partiamo dall'inizio. In vari post ho pubblicato i titoli delle ricette seguiti da puntini, non stanno ad indicare un'indecisione o un'incertezza ma semplicemente nel titolo non è possibile menzionare tutti gli ingedienti di una portata, "indi poi" lascio la sospensione che viene ripresa nella spiegazione! basta? spero di sì!!!
Ed ora a noi! A casa mia è difficile proporre dei secondi di carne, vuoi perchè la tradizione culinaria partenopea è molto "ittica" vuoi che effettivamente anche a me non piace tanto la "ciccia" ...i componenti della mia famiglia, anche detti LOCUSTE, preferiscono il pesce! allora mi industrio a prepararlo in molti modi. Questo è un piatto molto gustoso e considerando la consistenza grassa del salmone può essere accompagnato da una semplice insalatina mista.
La ricetta:
Ho comprato un salmone intero di circa 1.200 gr, l'ho fatto dividere in due filetti e sfilettare, dal lato della carne l'ho sploverato con aneto secco e poco sale poi con una mandolina ho ottenuto delle sfoglie di patate e le ho adagiate sopra. In una teglia con olio, aglio e prezzemolo, salato ed infornato a 200° per 40/45 minuti (il tempo di cottura dipende dalle dimensioni del salmone).

mercoledì 24 giugno 2009

Ma che Carpaccio!!!

Oggi sto qui!...e chi mi ferma ;-) a dirla tutta devo recuperare, avevo poco tempo e tanti piatti già immortalati e già inesorabilmente immolati alla causa, dicesi: "fame di qualcosa di buono!"
Questo è il carpaccio di polpo...sì sì ci sono riuscita anche io! ed il segreto sta nel contenitore! maccome!!! non nel polpo verace, nella cottura, nel brodo di cottura? NOOO! ho detto contenitore! Mi spiego avevo trovato tante ricette che non davano indicazioni precise, quando un giorno mi imbatto in questa che dice: ponete il polpo cotto in mezza bottiglia di plastica, e pressatelo con un contenitore pesante, lattina o barattolo di vetro pieno che deve essere "naturalmente un pò più piccolo della bottiglia!" che rivelazione!!!

Ingredienti:
Polpo grosso di circa 1.300 gr, 1 carota, 1 costa di sedano, 1 cipolla, delle foglie di alloro, aglio, prezzemolo, olio edv e sale.
Cuocere il polpo nell'acqua bollente dove avrete messo le verdure, poi posizionatelo nella mezza bottiglia come già detto e lasciatelo in frigo per almeno 24 ore. Per la preparazione, tagliate la bottiglia per estrarre il polpo ed affettatelo con un coltello molto affilato, condite con olio, sale, aglio e prezzemolo.