martedì 2 marzo 2010
Accadono cose...
A presto!
domenica 21 febbraio 2010
L'ingrediente prezioso!
Capita di avere un ingrediente prezioso... ma così prezioso... che si attende la ricetta o l'occasione giusta per utilizzarlo! a volte si attende così a lungo che si corre il pericolo di renderlo inutilizzabile! quanto è più semplice azzardare con ciò che è sempre disponibile! per farla breve stavo rischiando di perdere inesorabilmente un prezioso panetto di pasta di mandorle comprato quest'estate a Marzamemi... "seee stasera sooono quiiii è per dire al mooondo e a ziaaaaa ti amo Marzamemi miaaaaa!"... emh..conf..conf... scusate... Peppeniello soffre "anche" di incontinenza e ogni tanto ha perdite ed infiltrazioni!... dicevo, ero la felice ed ansiosa padrona di questo ingrediente prezioso quando mi sono accorta che la data di scadenza si avvicinava! già rassegnata a farne una bevanda mi sono imbattuta nella "girl" dei food blogger.. grazie, grazie! naturalmente (era necessario precisarlo?) l'ho personalizzata! per la ricetta originale vi rimando da Lei.
Ciambella con pasta di mandorle
Ingredienti
Pasta di mandorle 1 panetto da 250 gr
150 gr di zucchero
125 gr di burro morbido
150 gr di yogurt greco
150 gr di farina 00
6 uova a temperatura ambiente
aroma di vaniglia
2 cucchiaini di lievito per dolci
1 pizzico di sale
Per accompagnare
Torrone morbido alle mandorle, marmellata di amarene
Lavorare bene la pasta di mandorle con lo zucchero fino a disfarla, quindi unire il burro e le uova, una per volta. Infine la farina, la vaniglia, il lievito ed il sale. Cuocere per 20 minuti a 180° e continuare per altri 20 minuti abbassando a 160°. Per ogni porzione crema fondere nel microonde un pezzo di torrone con un cucchiaio abbondante di marmellata.
giovedì 18 febbraio 2010
Il sedano rapa ha un cuore!
La cucina non è l’argomento principale delle mie giornate, è la virgola, la parentesi, è il mutismo dell’H… non si legge ma c’è. Regola le pause e si insinua tra i pensieri! E’ il mio spazio bianco!
Potrei esordire direttamente con gli ingredienti ma poi cosa resterebbe di me?
mercoledì 17 febbraio 2010
Un buon inizio
La notte, ormai stanca, si abbandona
ai rumori e ai profumi che precedono l’alba.
Dal mare le coste sorridono incerte
all’idea di luce che già si respira.
Si direbbe un buon inizio.
venerdì 12 febbraio 2010
Crostata delle quattro bontà
".....?!?"
150 gr di dulce de leche
Con gli ingredienti avanzati ho preparato degli ottimi biscotti ripieni.

mercoledì 10 febbraio 2010
Cavolfiore sott'olio!
Cavolfiore sott'olio
1 cavolfiore
1/2 lt. di aceto bianco
1/2 lt. di acqua
1/2 lt. di olio evo (più altro q.b.)
peperoncino
aglio
foglie di alloro
sale
Tagliate in cimette piccole il cavolfiore e lavatelo con cura. Mettete sul fuoco una pentola con l'aceto, l'acqua e il sale. Una volta in ebollizione buttarci dentro le cimette e cuocere per 5-6 minuti, il cavolfiore deve restare sodo. Nel frattempo aromatizzate l'olio aggiungendo il peperoncino, l'aglio e l'alloro e mescolate bene. Appena le cimette sono pronte estraetele e mettetele ad asciugare su un canovaccio. Quando saranno asciutte mettetele nei barattoli e coprite con l'olio, se necessario aggiungetene dell'altro fino a coprire completamente il cavolfiore. Lasciate i vasetti aperti in un luogo fresco per un paio di giorni, l'olio si assesta e potrebbe essere necessario aggiungerne dell'altro. Chiudete i vasetti e teneteli in luogo fresco e buio per tre settimane prima del consumo.
Una volta apero il barattolo va tenuto in frigo e consumato entro un mese.
lunedì 8 febbraio 2010
C'è un profumo di ricordi...
Apro il forno. Chiudo gli occhi." La messa è finita, andate in pace!" Padre Pasquale sorride... manco avesse dato l'ordine di rompere le righe. Solo i ragazzi del coro, con il culo bloccato ai banchetti di legno da una forza sovrannaturale, continuano, stoici, fino all'ultima strofa. Io e Lisa già percorriamo in discesa le scale di piperno "attenta, è bagnato si scivola!" troppo tardi, il vestito della domenica è inesorabilmente macchiato! riusciamo a stento ad ignorare il profumo del ragù materno che traccia un percorso riconoscibile fino a casa, diverso dall'odore degli altri mille ragù già pronti nelle tante cucine. Abbiamo ancora un pò di tempo. Di fianco alla chiesa di Sant'Anna c'è un portone che durante la settimana viene nascosto dalla bancarella che vende tappeti, entriamo, c'è un forno, di lì un accesso che durante la guerra portava ai rifugi. Nel forno la domenica lavora CiùCiù*, non si fa pregare troppo per darci un pezzo di pane appena sfornato! Ci aspettava. Abbiamo dieci anni. Qui l'età anagrafica non conta, in alcune famiglie la responsabilità si suddivide equamente per il numero di componenti. Io CiùCiù non l'ho più visto... e neanche Lisa!
Apro gli occhi. Sforno il pane.
* in dialetto piccola gelatina di frutta o menta ricoperta di zucchero, si dice anche affettuosamente di persona molto dolce.
Ciabatta a lievitazione naturale (ricetta delle sorelle Simili)
1° impasto (ore 19.00)
350 gr di lievito madre
500 gr di farina
250 gr acqua
Impastare tutti gli ingredienti fino ad amalgamarli bene. Mettere l'impasto in una ciotola unta d'olio, coprire e lasciare lievitare per circa 18-20 ore.
Impasto finale (ore 18.00)
35 gr di farina
120 gr acqua
8 gr di malto
18 gr di sale
Riprendere l'impasto che sarà molto lievitato, aprire al centro e versare l'acqua, quindi il malto e lavorare. Quando l'acqua sarà assorbita aggiungere la farina ed il sale e lavorare 10 minuti. Mettere in una ciotola unta d'olio, coprire e lasciare lievitare per mezz'ora. Staccare la pasta dalle pareti della ciotola e versarla sul piano molto infarinato. Coprire con altra farina e con l'aiuto di una spatola dividere in due l'impasto evitando di usare le mani in questo passaggio. Sempre con la spatola separare le due metà, infarinare ulteriormente i bordi e dare una forma allungata ai due pezzi. Coprire e far lievitare circa un'ora. Riscaldare nel forno a 220° la teglia che dovrà contenere il pane, sul fondo del forno posizionare un pentolino con dell'acqua. Tagliare della carta forno delle dimensioni della teglia ed infarinare con semola di grano duro. Quando il forno avrà raggiunto la temperatura prendere i due pezzi e delicatamente rovesciarli (sottosopra) sulla carta forno che verrà posizionata sulla teglia. Cuocere per 10 minuti a 220° poi abbassare a 180-190° per altri 25 minuti.
giovedì 4 febbraio 2010
Sofficissima (e profumatissima) alle pere e noci

Quant'è bello respirare con il naso!
"L'olfatto o odorato è uno dei cinque sensi e rende possibile le percezioni delle sostanze chimiche volatili e dei gas presenti nell'aria.
L'olfatto è connesso in maniera funzionale con il gusto, infatti quando un raffreddore congestiona le vie aeree, compromettendo la funzione olfattiva, i cibi hanno pressoché tutti lo stesso sapore." (Wikipedia)
Che tradotto in termini pseudoculinari è na' Tragedia! In questi giorni (ma a me sembra una vita) ho un terribile raffreddore che come conseguenza ultriore mi porta ad avere più fame! essì, io mi sazio anche con gli odori e ultimamente, mancando questa percezione, mi strafogo di ogni sostanza commestibile che trovo!
Non mi resta da fare che preparare cibi profumatissimi... e cominciamo bene.
Sofficissima (e profumatissima) alle pere e noci
Ingredienti:
50 gr di zucchero
100 gr di farina 00
60 gr di fecola
130 gr di burro morbido
2 uova intere
10 noci sgusciate
100 gr. di zucchero a velo
aroma di vaniglia
3 pere mature
½ bustina di lievito
3 cucchiai di brandy
Tritare le noci con i 50 gr di zucchero e mettere da parte. Lavorare a crema lo zucchero a velo con il burro quindi aggiungere farina, fecola e lievito setacciati, uova, vaniglia e brandy. Mescolare bene e versare il composto in una tortiera piccola (diam. 22/24 cm.), imburrata e infarinata. Disporre sopra l'impasto le pere tagliate a fette e cospargere il trito di noci e zucchero su tutta la superficie. Cuocere in forno caldo a 180° per 50 minuti.
mercoledì 3 febbraio 2010
Zuppa forte! La non-ricetta
Oggi niente ricetta! piuttosto la divulgazione/promozione di sapori tradizionali e quando parlo di tradizione, essendo napoletana da svariate generazioni (considerando sempre le influenze culturali pervenute attraverso le varie colonizzazioni e conquiste) è assodato a cosa mi riferisco!Non posso darvi la ricetta della zuppa forte o come si dice da queste parti "Zupp' e suffritt" perchè non mi sognerei mai di farla in casa, così se vivessi a Roma ma manco per idea mi sognerei di passare pomeriggi interi a tagliuzzare a striscette ed arricciare il cuore della cicoria per ottenere le puntarelle!
Qui da noi la zuppa forte la trovi dai macellai sotto forma di mattoni compressi di frattaglie di maiale e pomodoro concentrato e piccante e l'unica fatica culinaria che ci resta da fare e mettere il "pezzo" nel tegame, allungarlo di acqua ed attendere il miracolo della liquefazione!
Se proprio non passate di qua e non avete un'anima buona che ve lo procura vi passo una ricetta trovata qui. Tra l'altro è o non è il periodo in cui si ammazza il maiale?
Per il consumo si usa versare la zuppa "bollente" su fette di pane raffermo e abbrustolito ma ottima è anche la versione sugo per condirci vermicelli o bucatini!
lunedì 1 febbraio 2010
Biscotti all'amarena... ovvero "Elogio del riciclo"!

Ci sono presenze costanti nelle nostre vite! chi non ne ha? alzi la mano chi ha nell'armadio un vestito o un paio di pantaloni acquistati volontariamente di una taglia più piccola nell'attesa del giorno in cui...!? chi di noi non ha nascosta ad occhi indiscreti la foto di un fidanzatino dell'adolescenza? chi non ha un bijoux eclettico che aspetta l'occasione giusta per essere indossato? (forse i maschietti no! spero!) chi di noi non ha dei sogni che non può raccontare? e diciamolo... in questo periodo si aggiunge un'ulteriore presenza costante nelle nostre vite: il panettone aperto durante le feste che giace nella sua scatola nella vana attesa di essere consumato! io avrei anche una colomba ancora sigillata (che vergogna! ma con tutti i dolci che preparo quando mangiarla?) della scorsa Pasqua e se non mi sbrigo a consumarla potrebbe anche animarsi e prendere il volo!
Questi pasticcini a Napoli si trovano in tutti i bar, pasticcerie e panifici e sono notoriamente conosciuti come i biscotti degli avanzi! ma vi posso assicurare che niente di più buono è mai nato per la necessità del riutilizzo. Quelli che vedete in foto sono finiti subito e mi toccherà rifarli (ricordate la colomba?) magari alla prossima realizzerò anche una foto più decente.
Ingredienti
Per la pasta frolla
600 g farina
250 g zucchero
300 g burro
2 uova
scorza di 1 limone grattugiata
1 presina sale
Per il ripieno
300 gr di panettone (o briciole di pan di spagna)
100 gr di frollini o altri biscotti (io li avevo al cacao)
350 gr di confettura di amarene
30 gr di cacao amaro in polvere
3 cucchiai di zucchero
3 cucchiai di Strega o rum o altro liquore diluito con due cucchiai di acqua
Per la glassa (facoltativa)
mezzo albume
mezzo cucchiaino di cacao
50 gr di zucchero a velo
Preparare la pasta frolla e lasciarla in frigo per circa mezz'ora. Sbriciolare i biscotti ed il panettone, aggiungere tutti gli altri ingredienti ed amalgamare, il composto deve essere abbastanza consistente quindi non frullare troppo. Stendere a rettangolo la pasta frolla con uno spessore di circa mezzo centrimetro, dividere in due rettangoli per il lungo e distribuire al centro di ognuno il composto, attenzione il ripieno dovrà rimanere al centro e non arrotolato insieme alla pasta frolla. Con un filo di lenza (più comodo del coltello) tagliare delle fette di circa 4/5 centimetri, posizionarli capovolti sulla teglia e tenerli nel freezer per 30 minuti per consolidarli bene. Infornare a 180° per 15 minuti, estrarli per spennellare la glassa e rimetterli a cuocere per altri 10/15 minuti. Tradizionalmente si decorano con striscette di confettura.
