mercoledì 14 ottobre 2009

Muffin pizza alle noci con ripieno di porri e stracchino!

Oggi non mi perderò in chiacchiere! e detto questo che nessuno mi distragga da questa mia decisione, oggi ho tante cose da fare: pediatra, dentista (essì siamo tutti in ottima salute), rinnovo patente (non mi è scaduta si sono fregati il portafogli) perchè sta per scadere anche il foglio sostitutivo rilasciatomi per guidare, compiti (non i miei eh!) e per ultimo ma non ultimo CONQUISTARE IL MONDO!!! (oggi mi sento come il cartone di Mignolo con Prof)! ecco... lo sapevo... divago.
La ricetta è semplice ed oggi concedetemi anche di non dare le dosi (che quando uno c'ha fretta...c'ha fretta!)

Procedimento: Prendete dell'impasto per la pizza, la ricetta è qui, amalgamatelo ad un "tot" di gherigli di noce spezzettati grossolanamente, ricavateci delle palline, fateci un foro al centro e metteteci del porro fatto precedentemente appassire in padella con olio evo, un cucchiaino (toh! questa è una dose) di stracchino, chiudete nuovamente a pallina e ponete nello stampo da muffin. In forno a 200° per circa 20 minuti o fino a che avranno preso colore.

lunedì 12 ottobre 2009

Sformatini alla mela annurca!



Con questa ricetta partecipo al contest "Segni particolari DOP" del Al Cibo Commestibile in collaborazione con La compagnia del cavatappiFino a circa 20 anni fa quando dalle mie parti si parlava di mela, ci si riferiva esclusivamente alla mela annurca, non ne esistevano altre sui banchi del mercato e tutt'oggi, quando si svezzano i bambini si comincia con la mela annurca grattuggiata. La mela annurca è una mela particolare, non solo per il gusto, la sua particolarità è che non matura sull’albero perchè ha un peduncolo corto e piuttosto debole che rischierebbe di far cadere il frutto danneggiandolo, la maturazione avviene a terra, viene raccolta acerba e posta a maturare su dei morbidi giacigli, un tempo di canapa ed oggi di paglia detti "melai".

A casa mia, in inverno, la mangiavamo cotta al forno, spolverizzandola solo di zucchero semolato che poi fondendosi diventatava un tutt'uno con la buccia, rendendola croccante, questa era l'anticipo di quello che poi sarebbe stato l'affondo del cucchiaino nella calda, caldissima morbidezza della mela cotta. Ma non è questa la ricetta di oggi, forse la pubblicherò più avanti, oggi racconterò di questi sformatini dal cuore delicatamente umido e profumatissimi.

PS. Se vi trovate dalle parti di Valle di Maddaloni (Caserta) non vi sfuggiranno le distese di mele annurche messe sulla paglia a maturare al sole e volendo potete comprarne una cassetta ad un prezzo veramente conveniente.

Ingredienti: 400 gr di mele annurche, 250 ml di latte, 60 gr di burro, 60 gr di farina, 60 gr di zucchero, 4 uova, vaniglia, cannella, buccia di limone, passito o vino liquoroso a piacere.

Procedimento: Sbucciare le mele e tagliarle a tocchetti non troppo piccoli, porle in un tegame con 1 cucchiaio di zucchero, un pizzico di cannela e 2 cucchiai di passito. Far cuocere mescolando per circa 15 minuti. In una casseruola far bollire il latte con lo zucchero, la buccia di limone grattuggiata ed un altro pizzico di cannella. A parte preparare una roux facendo sciogliere il burro ed aggiungendo la farina, mescolare bene facendo cuocere qualche minuto; aggiungere il latte aromatizzato poco per volta e far cuocere per 5-10 minuti fino a far amalgamare bene il tutto. Far intiepidire ed aggiungere i tuorli due per volta, le mele ed infine gli albumi montati a neve non troppo compatta. Mettere negli appositi stampini imburrati riempiendoli fino a 3/4 della loro capienza. In forno a 160° per circa 30/35 minuti. Vi assicuro che il profumo che si diffonderà sarà solo il preludio di questa squisitezza.

sabato 10 ottobre 2009

Trecce brioche e ....la colazione del sabato

Cosa mi spinge a panificare, impastare, infornare fino a tarda notte? oppure svegliarmi all'alba? la mia più grande soddisfazione è aspettare in cucina e sentirli arrivare (correre al galoppo) urlando e chiedendosi a quale bontà appartiene quell'odorino e vedere le loro facce felici, abbracciarmi e... se guardo dalla finestra mi sembra di vedere i campi ed in lontananza il mulino! ecco io mi fermerei tranquillamente ai primi 30 secondi del nuovo giorno, ma la mia eccessiva sincerità e voglia di condividere mi costringono ad andare avanti!
un urlo mi distoglie dalla visione del mulino e li vedo abbracciarsi...no no le mani sono strette al collo...intervengo, quanto meno ci provo...aaahhh ora mi sento a casa! no perchè mi chiedevo ma i vostri figli sono fratelli felici di esserlo? i miei si azzuffano al primo contatto di gomito, si contendono l'ossigeno, si contano le pennette al sugo nel piatto che devono essere rigorosamente dello stesso numero...ditemi pure anche i vostri organizzano gli agguati? condividete con me? non mi abbandonate! e ore beccatevi la ricetta!

Ingredienti:
550 gr di farina, 60 gr di zucchero, 75 gr di burro morbido, 200 gr di latte, 1 aroma di vaniglia, 1 aroma di limone, 2 uova, cubetto di lievito di birra, 1 cucchiaino raso di sale. Per la copertura: 1 uovo e granella di zucchero.

Procedimento:
Scaldare il latte e scioglierci il lievito, versare la farina in una ciotola, aggiugere tutti gli ingredienti e alla fine il latte con il lievito, lavorare fino a che il composta diventa liscio, riporlo coperto in un luogo tiepido e lasciarlo lievitare fino a che raddoppia di volume. Quindi rprenderlo e dargli la forma voluta (io le trecce), porre in una teglia con carta forno e lasciare lievitare ancora 30 minuti. Spennellare con l'uovo e cospargere di granella. In forno calo a 180° per circa 25/30 minuti.

giovedì 8 ottobre 2009

Pasta e patate "mangiatutto"!

Stazione della metropolitana, io, sulla spalla destra la mia borsa, nel braccio sinistro un caciocavallo di Agerola, tenuto come si tiene un bambino.
Una voce:"il treno metropolitano (pausa) proveniente da Pozzuoli Solfatara e diretto a Napoli Gianturco (pausa) arriva e parte dal binario due (punto) Ferma in tutte le stazioni.
Io osservo con amore il mio caciocavallo mentre la solita voce mi dice di tenermi lontana dalla linea gialla! Lo guardo e penso "non puoi finire semplicemente a morsi" "la tua breve vita ha bisogno di avere più di un senso"!
A questo punto nel tempo che è intercorso tra l'arrivo del treno e quello dell'ambulanza per il ricovero coatto ho avuto il colpo di genio...sarai piatto e portata!

Ingredienti:
1 caciocavallo di circa 800 gr, 2 patate, 150/200 gr di pasta mista, 2 pomodorini, cipolla, prezzemoli, olio evo, sale, pepe, parmigiano (io pane grattugiato).

Procedimento:
Dividere in due il caciocavallo per la lunghezza, svuotarlo fino a lasciare uno spessore di 1 cm intanto soffriggere in un tegame con 50 gr di olio la cipolla ed i pomodorini pochi minuti, allungare con 2 bicchieri d'acqua, aggiungere le patate tagliate a tocchetti ed il prezzemolo. Lasciare cuocere per 15 minuti, se si vuole si può schiacciare alcune patate con la forchetta in modo da rendere la preparazione più cremosa. Calare la pasta e regolarsi se serve altra acqua, salare, cuocere la metà del tempo indicato sulla confezione. Mescolare alla pasta una parte del caciocavallo recuperato e tagliato a dadini e riempire le due metà. Pepe, parmigiano ed in forno molto caldo per 10 minuti.

mercoledì 7 ottobre 2009

Delizie al cacao ripiene di fichi e noci

Con questa ricetta partecipo al Giochino d'Autunno di Anice&Cannella
Questo mondo, mi riferisco alla "bloggosfera" (si può usare questo temine?), mi ha fatto scoprire cose nuove di me...per esempio che mi piace partecipare: concorsi, contest, raccolte... e per la prima volta ho creato qualcosa apposta per l'occasione, quindi lasciatemi essere soddisfatta quantomeno del fatto che questi biscotti li ho ideati tutta da sola e "seppoi" nell'universo c'è qualcosa di simile... pazienza!!! Ecco la ricetta.
Ingredienti:
300 g farina , 150 g zucchero , 150 g burro morbido, 1 uovo + 1 tuorlo , 1 cucchiaio abbondante di cacao amaro, marmellata di fichi e noci, 1 presina sale e mezzo cucchiaino di lievito.
Procedimento:
Impastare velocemente tutti gli ingredienti tranne la marmellata e lasciare riposare per almeno mezz'ora in frigo. Riprendere l'impasto e stenderlo sottilmente (circa 3mm), ricavare con un coppapasta (o bicchiere) dei dischi, farcirne metà con un cucchiaino di marmellata e coprire con l'altra metà dei dischi fissando bene i bordi. Infornare per 20 minuti a 180 °, regolatevi con il vostro forno ma non devono scurire troppo.
PS sono buoni, buonissimi, friabili e si sciolgono in bocca! chi li ha gustati parli ora (sapete a chi mi riferisco no?) o chiuda la bocca per sempre e la prossima domenica i dolci dovrà comprarli in pasticceria, ecco!

martedì 6 ottobre 2009

Io in 10 mosse!

Loro mi hanno invitata a parlare di me! Accetto volentieri e giro questo giochino a Iana.
In ritardo lo passo anche a ets voglio vedere che ha da dire!

Allora 10 cose di me! Così poche?

1. Sono piccolina, per rendere meglio l’idea potrei indossare tranquillamente il mio guardaroba adolescenziale (forse qualcosa c’è ancora). Un problema da niente? Ora che mi avvicino agli anta mi compiaccio anche di queste mie misure, ma nel mio ventennio (anni di caccia grossa) non era divertente dimostrare sempre 15 anni!

2. Amo indossare cose colorate, luccicanti e rumorose!

3. Sono una pittrice (quasi) mancata, nel senso che ho studiato pittura a Belle Arti e ancora mi diletto ma figli e lavoro mi prendono tanto, tantissimo.

4. Amo in maniera incondizionata, illimitata, smisurata i miei pargoli (ricordate le locuste?), amo il loro odore quando mi raggiungono a letto e gli improbabili ed intricati abbracci che mi regalano.

5. Non sopporto l’arroganza e la maleducazione in tutte le fasce d’età!

6. Sono testarda e parlo tanto…troppo!

7. Mi piace la campagna e se potessi farei la contadina, quando l’ho dichiarato ad un incontro sullo sviluppo delle competenze mi hanno guardata come una pazza da rinchiudere!

8. Mi piace il profumo del caffè appena macinato e l’odore del pane, leggere, coccolare i miei gatti e pulire casa.

9. Odio la ceretta e gli assorbenti interni (essì che si deve fa’ per campa!).

10. Odio fare tardi! Mi scatta l’ansia incontrollata.

L’avevo detto, 10 sono troppo poche!

Insalata "messicana"!

Questa gustosa e particolare insalata l'ho mangiata la prima volta alla fine degli anni '80, in uno dei rari ristoranti etnici dell'epoca (uuuuhhhh e come so' vecchia!), si trovava in centro a Napoli ed era una grossa novità! Per quanto riguarda gli ingredienti non ci metterei di certo la mano sul fuoco, ma una delle cose che il mio lavoro (comunicazione interna) mi ha insegnato è che l'efficacia di un'informazione si misura in base a quello che arriva e non in partenza, che tradotto: se qualche ingrediente proprio non lo ricordo vuol dire che era superfluo e quindi ne posso fare tranquillamente a meno! Ora che ho scientificamente giustificato la mia mente un pò "sfuggevole" come dice mia figlia passo alla ricetta.

Ingredienti:
2 fasci di spinaci freschissimi, 3 zucchine piccole, 2 funghi champignon, 1 scatola piccola di mais, arachidi (io noci), 1 cucchiaio di senape, olio e sale.
Procedimento:
Pulire e lavare gli spinaci, lavare le zucchine e tagliarle a rondelle sottili, i funghi pulirli dal terreno e tagliarli sottilmente, sbriciolare grossolanamente le arachidi (o noci), mettere il tutto in una ciotola con il mais sgocciolato, condirli con poco olio, la senape e poco sale. Mescolare e fare insaporire in frigo per almeno mezz'ora

sabato 3 ottobre 2009

Massese: il ricordo di un sogno


Con questa ricetta partecipo al concorso "Sunday Morning" di Juls' Kitchen e Macchine alimentari

Ieri in macchina, al ritorno dalla piscina, il piccolo mi chiede: “mamma! È nato prima l’uovo o la gallina?” sa benissimo che non conosco la risposta, ma essere consapevole che non ho una risposta a tutte le domande gli da una grossa soddisfazione, allora io: “sai già che non lo so!” e lui: “chiedilo ad internet!” “internet sa quello che noi gli diciamo, non ha una cultura ed una coscienza propria!” “ooooohhhhh!” dice ma starà pensando più o meno: “???????”. Fra qualche anno ritorno sull’argomento e forse per lui sarà tutto più chiaro.

Internet non ha tutte le risposte, infatti non ha saputo dare un’identità ai sapori delle mie mattine fanciullesche. Ora ci provo io da sola, forse un giorno se qualcuno si porrà la mia stessa domanda potrà trovare qui la risposta.

Ci sono ricordi così lontani che assumono la consistenza del sogno, io però c’ero. Di questo sono sicura! E questo sogno si ripeteva tutte le mattine poco dopo le otto, si sentiva una voce avvicinarsi, arrivava dai vicoli adiacenti il mio, era Don Luigi. Ho avuto la fortuna di assistere a questa scena tutte le mattine fino all’età di 6 anni -io non ho mai frequentato l’asilo, mi bastarono tre giorni di pianti per convincere mia madre…pianti che poi ho recuperato con gli interessi in prima elementare- ma continuiamo, la voce di Don Luigi era sempre più vicina: “o’ masses!!!!!” e sentivi finestre aprirsi e panieri abbassarsi e voci di donne: “Don Luì a me due!” “Don Luì c’ho qualche bicchiere di nutella, vi serve?”

Don Luigi portava la nostra colazione, il massese appunto, in bicchieri di vetro che dopo lui passava a riprendere. O’ masses’, come lo chiamavamo era una crema di latte della consistenza quasi di una ricotta che usavamo consumare intingendoci dentro del pane duro, non conosco esattamente gli ingredienti e la ricerca in internet non ha dato nessun risultato. A questo punto ho deciso di tentare e riprodurre il massese.

Ingredienti:

200 ml di latte intero, 250 gr di ricotta, 1 foglio di gelatina, mezzo cucchiaino di sale.

Procedimento:

Mettere in ammollo la gelatina in acqua fredda per 5 minuti, riscaldare metà del latte fino quasi a bollire e scioglierci dentro il foglio di gelatina, aggiungere alla ricotta e al rimanete latte, quindi il sale e mescolare bene. Riempire dei bicchieri di vetro e tenere in frigo almeno 5/6 ore.

Il prodotto ottenuto ha una consistenza e un sapore molto simile al massese originale...o almeno così mi pare di ricordare!



venerdì 2 ottobre 2009

Habemus pane! Ovvero la pagnotta in tre minuti!

Finalmente anche io ho panificato e con ottimi risultati (lasciatemi vivere questo momento di gloria). Prima di procedere voglio fare una precisazione relativamente al titolo del post! Allora...quando dico "3 minuti" non intendo che a 3 minuti dall'inizio dei lavori vi troverete una pagnotta pronta tra le mani! per questo tipo di miracoli dovete passare al supermercato, 3 minuti infatti (secondo più secondo meno) sono il tempo che vi vedrà con le "mani in pasta".
La magica ricetta, corredata di video, l'ho trovata qui, quindi se non sono abbastanza chiara vi consiglio (vivamente) di farci un giro!
Ingredienti:
480 gr di farina 00, 350 ml di acqua tiepida, 6 gr di lievito di birra, 2 cucchiaini di sale, 1 pentola e 1 coperchio tutti d'acciaio (poi capirete perchè).
Procedimento:
Porre la farina in una ciotola, alla farina aggiungere il sale e mescolare bene, quindi sciogliere il lievito nell'acqua tiepida e versare nella farina, amalgamare il tutto impastando per massimo 2 minuti. Coprire con della pellicola trasparente la ciotola e lasciare riposare (blobbare) per 20 ore, calcolate bene i tempi di inizio non vogliamo mica che le 20 ore scadano nel pieno della notte!? Trascorso il tempo necessario infarinare abbondantemente un piano e versarci l'impasto, lavorarlo in modo da renderlo più consistente. A questo punto considerare l'impasto come un quadrato e ripiegare verso l'interno i 4 angoli. Raccogliere l'impasto e girarlo su un panno che avrete precedentemente infarinato, chiudere e far lievitare altre 3 ore. Mezz'ora prima dello scadere accendete il forno a 250° e posizionateci dentro la pentola con il coperchio (non avendo un coperchio adatto ho usato un foglio di alluminio). Dopo 3 ore raccogliete l'impasto dandogli la forma e mettetelo nella pentola rovente, in forno coperto con il coperchio per 35 minuti, poi scoprite e lasciate altri 20 minuti. Far riposare nel forno spento per 1 ora.

giovedì 1 ottobre 2009

Il dolce più soffice del mondo

Questo è stato il primo dolce che ho preparato tra le tante ricette che viaggiano in rete, ho scoperto che ormai è un classico grazie a lei ed è diventato un classico anche a casa mia, nel senso che ogni settimana lo preparo, spesso dandogli altre forme: tortine, plum cake e questa volta dolce zebrato ma qualunque sia la forma è sempre un successo! si nota lo sguardo soddisfatto di Alessandro? Se qualcuno ancora non lo conoscesse ripropongo la ricetta.
Ingredienti:
250 grammi di zucchero, 250 grammi di farina 00, 130 grammi di acqua, 130 grammi di olio, 3 uova, una bustina di lievito, vanillina, 2 cucchiai di cacao amaro (io di cacao ne ho usati 4 cucchiai).
Procedimento:
Sbattere prima le uova poi aggiungere tutti gli ingredienti liquidi e poi i solidi, tranne il cacao. Dividere in due l'impasto e in uno amalgamare il cacao. A questo punto io l'ho preparato come il dolce zebrato, quindi in una tortiera imburrata ho versato alternativamente al centro 3 cucchiai di composto al cacao e 3 di composto bianco, senza smuovere mai o livellare l'impasto. Infornare a 180° per circa 45/50 minuti (poi dipende dal vostro forno).