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lunedì 28 dicembre 2009

Un post "digestivo"! Liquore di carrube

Oggi il post lo scrivo io! chi sono? una parte del suo apparato digerente... sì, è lo stomaco di Pina a parlarvi! Oggi ho acquisito di diritto il privilegio della parola e siccome i rumori gutturali non sarebbero chiari (anche se esprimono al meglio il mio stato) uso la tastiera e vi chiedo di posizionare non gli occhi allo schermo del pc, ma piuttosto la pancia che questi sono discorsi che gli altri vostri sensi, annebbiati da non so più quale agglomerato di alimenti in transito o meglio bloccati in varie parti del vostro corpo (perchè non credo che sia sufficiente lo stomaco a contenere tutto), non sarebbero pronti a recepire! Ebbene il corpo che mi contiene, ma che a questo punto non eleggo più a mio padrone, mi ha trattato malissimo in questi giorni e a niente sono servite le tisane serali per riappacificarsi, sono troppo offeso! non mi si può utilizzare come una discarica con la scusa che tutto deve essere consumato! Da oggi e per i prossimi... diciamo tre giorni e mezzo (faccio una pausa per il cotechino) sono in sciopero.
Solo una cosa è riuscita a salvarmi dal raggiungere, a causa del peso, le ginocchia della signora in questione, è stato questo liquore mooolto digestivo che mi ha aiutato a distrarla (causa alto tasso alcolico) per avere il tempo di trovare un canale di smaltimento. Ora è ai vostri stomaci che parlo, segnatevi la ricetta!

Ingredienti
1 litro di alcool a 90°
1 litro d’acqua
700 gr di zucchero
10 carrubbe

Procedimento: pulite le carrube con uno straccetto, spezzettatele e mettetele in un barattolo di vetro a chiusura ermetica insieme all’alcool. Lasciate per 30 giorni agitandolo ogni 2 o 3 giorni. Trascorso questo tempo fate sciogliere lo zucchero nell’acqua, filtrate l’alcool ed unitelo allo sciroppo di zucchero. Fate raffreddare e filtrate di nuovo. Conservate il liquore in bottiglie di vetro e servite fresco.

giovedì 17 settembre 2009

Liquore al finocchietto selvatico

Forse non basta il pur efficacissimo liquore "digestivo" al finocchietto, per fare pace con il proprio stomaco dopo la ricetta dietetica della mia amica, ma vi assicuro che un sorso aiuta in molti casi a rialzarsi da tavola... però attenzione! molti sorsi vi costringeranno immancabilmente a rimanerci sul tavolo, distesi! E dopo essermi assicurata di non incentivare al consumo di alcool ecco la ricetta!

Ingredienti:
1 bel mazzo di finocchietto selvatico
1 cucchiaino di semi di finocchietto
1 l di alcool
1 l di acqua
800 gr di zucchero

Procedimento:
Lasciate in infusione il finocchietto ed i semi nell'alcool per circa 25/30 giorni, al buio, agitandolo di tanto in tanto. Trascorso questo tempo, preparate uno sciroppo, portando ad ebollizione l'acqua con lo zucchero. Aggiungetelo all'alcool, fate raffreddare e filtrate. Lasciate riposare qualche giorno, filtrate di nuovo ed imbottigliate.

lunedì 13 luglio 2009

La ricetta del risveglio...

L'immagine è tratta da: www.improcrastinabile.it/.../images/caffe.jpg

Il momento più duro, ma anche quello che impatterà inesorabilmente sulle decisioni da prendere, che ci farà dire no ad una proposta vantaggiosa solo perché la giornata è iniziata male e viceversa... è il risveglio. Diceva Voltaire: “la decisione più coraggiosa che prendi ogni giorno è di essere di buon umore”.
Il tempo più inquietante è quello, variamente prolungabile, che intercorre tra la presa di coscienza del nuovo giorno e la decisione obbligata e detestabile di abbandonare il calore del letto.
Esiste una sola cosa può ridurre il trauma: una buona tazza di caffé.
Naturalmente un esito migliore si ottiene se qualcuno lo prepara per noi, in mancanza di chi si alza prima per renderci l’impatto meno doloroso faremo da soli, questa è la ricetta del mio “caffé salvaumore”.
Cominciamo dai fondamentali, si usa la moka e l’acqua che mettiamo nel serbatoio inferiore non deve mai coprire la valvola ma sfiorarla appena, il filtro va riempito con la miscela fino a formare una sorta di monticello che non deve essere pressato; messa la macchinetta su fuoco dolce occorre spegnerlo prima che il caffè fuoriesca tutto, per evitare di farlo bollire.
Per quanto mi riguarda preferisco aggiungere lo zucchero direttamente nella moka e metto tanti cucchiaini quante sono le tazze previste più uno.
Fondamentale è la degustazione da effettuare subito e lentamente, possibilmente da seduti.
Non mi dilungherò sulle miscele da utilizzare, è un dettaglio che viene spesso e purtroppo sorvolato.
Ad ogni modo auguro un buon risveglio a tutti coloro che porteranno in giro la città o a chi sarà impegnato in ben più alte decisioni.
Se nonostante tutto non si è ottenuto l’effetto sperato concludo con un altro aforisma salvatutti:
“solo gli ottusi sono brillanti la mattina a colazione” (O. Wilde)